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CEFALONIA ERGASTOLO A STORK: UNO SFREGIO ALLA STORIA E AL DIRITTO.

Oggi l'ex soldato tedesco Stork è stato condannato all'ergastolo per aver fatto parte di un plotone che fucilò i nostri ufficiali a Cefalonia ai quali il governo 'Badoglio' inviò l'ORDINE DI COMBATTERE contro i tedeschi SENZA aver DICHIARATO GUERRA alla Germania. Ciò non rese possibile estendere loro la TUTELA prevista dalla Convenzione di Ginevra per i 'prigionieri di guerra'perchè tali non erano non esssendoci alcuno STATO DI GUERRA DICHIARATO. Ma questo aspetto della vicenda NON è stato affatto toccato nei vari interventi degli avvocati e del PM De Paolis mentre solo l'avv, Zaccaria difensore d'Ufficio dello Stork ne ha fatto cenno nella sua arringa che OVVIAMENTE è rimasto inascoltato. Che un Esercito si metta a sparare contro l'Alleato di un'ora prima sembra infatti essere un DETTAGLIO INSIGNIFICANTE per gli accaniti ultracomunisti -dal PM agli avvocati delle Parti Civili- che hanno 'spomsorizzato' il cd processo al 'nazista' Stork (in realtà un disgraziato caporale della Wehrmacht obbligato a far parte del plotone di esecuzione) costringendo lo scrivente -Orfano del magg. Federico Filippini anch'esso trucidato dai tedeschi il 25 settembre a Cefalonia- ad abbandonare il processo non potendo assistere allo scempio della Storia in esso consumato. Per finire si aggiunga che a Cefalonia il Comando Supremo del governo 'Badoglio' fuggito a Brindisi con la casa reale e una turba di generali felloni e vigliacchi, toccò il fondo inviando il 13 settembre al malcapitato gen. Antonio Gandin, comandante della div Acqui a Cefalonia, lo specifico 'ORDINE DI RESISTERE' del seguente tenore: "N. 1029 CS (Comando Supremo) Comunicate at generale Gandin che deve resistere con le armi at intimazione tedesca di resa a Cefalonia Corfù et altre isole". Quest'Ordine trasmesso attraverso il ponte Radio della marina di Corfù fu due volte criminale perchè -come s'è detto- NON esisteva uno stato di guerra con la Germania di cui restavamo pur sempre alleati e soprattutto perchè il Comando Supremo badogliano sapeva bene che i soldati spinti a prendere le armi contro l'alleato non solo non potevano essere aiutati in alcun modo ma soprattutto che erano destinati a soccombere NON come MILITARI ma come 'Partigiani' o 'Franchi tiratori' in quanto tali fucilabili appena catturati. La dichiarazione di guerra venne presentata solo un mese dopo (13 ottobre) per insistenza degli Alleati e quando la tragedia si era consumata con la fucilazione -avvenuta dopo la resa- dei SOLI UFFICIALI (e non della truppa) perchè ritenuti responsabili del comportamento dei loro uomini. Essi vennero fucilati in 129 il 24 e 7 il 25 settembre : tra questi ultimi ci fu mio PADRE Comandante il Genio Divisionale magg. del Genio Federico Filippini di cui restai orfano a 7 anni. Sulla tragedia ho pubblicato tre libri ed ho scritto un gran numero di articoli.facilmente reperibili anche nel web dove gestisco il sito www.cefalonia.it che ha contribuito a sfatare le tante menzogne propagandate sulla vicenda -spacciata per atto di Resistenza Partigiana e non Militare come in effetti fu-aumentando a dismisura le Vittime che furono meno di un quinto delle 10.000 asserite da decenni. Basta recarsi all'Ufficio ALBO D'ORO dei Caduti del Min. Difesa per rendersi conto dell'enormità della menzogna su tale aspetto della vicenda. Un'ultima notazione per rilevare come a distanza di tanti anni faccia uno strano e spiacevole effetto la trasformazione di un Aula del Tribunale Nilitare di Roma in una sede del vecchio PCI o dell'ANPI. Distinti Saluti avv. Massimo Filippini t. col. AM (ca) Orfano del magg. Comandante il Genio della div. Acqui fucilato il 25 settembre 1943

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