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L’ECCELLENZA DELLA NOSTRA MAGISTRATURA IN LINEA CON LA NOSTRA POLITICA.

Non passa giorno senza che la nostra magistratura e il nostro governo non siano ridicolizzati da qualche nuova tassa o da sentenze da soviet. Su Borsellino e Falcone ho sentito solo cose egregie che, ma da quello che succede quotidianamente in quel settore della vita pubblica sono costretto a pensare al peggio: e se quei due, al contrario, fossero stati dei mafiosi pentiti, che troppo arricchiti dall’onorata società avessero deciso di ritirarsi pur sapendo che quella è una società chiusa dalla quale, una volta entrati, non si esce più. E questo lo scrivo senza intenzione d’offendere, perché in democrazia tutto è possibile: anche essere sul libro paga della mafia. E dopo “La giustizia verniciata di rosso” apparsa sul nostro quotidiano, stamani, di primo mattino, ho ricevuto un messaggio raccapricciante da Il Giornale, Marcello Veneziani informa: “Non ce ne stiamo accorgendo ma, nel giro di poche settimane, la repubblica di Napolitano e della Boldrini, del ministro Kyenge e dei volenterosi manovali del Parlamento, sta stravolgendo lo Stato di diritto e il senso della giustizia col plauso dei media.” Cordialmente

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