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sono ottimista

Padova, 19/10/2013 Gentile signor Belpietro, nonostante io ritenga che l'Italia sia quasi allo sfascio e non abbia alcuna fiducia nella nostra classe politica (tutta), sia per l'inadeguatezza imbarazzante di quanto proposto dalla medesima, sia nel senso delle possibilità operative di cui la stessa può disporre che per le sue capacità proprie che per quanto riguarda una sua anche minima integrità o un suo essere qualcosa oltre un parassitismo narcisista e interessato, sono ottimista. E lo sono anche vedendo i problemi globali immani presenti. (E quelli che si annunciano. E la complessità del tutto.) E lo sono proprio perché sono ben consapevole che ognuno pensa solo al proprio interesse. Lo sono perché stanno per entrare irreversibilmente nel mercato globale prodotti straordinari che stravolgeranno e riorienteranno non solo la valenza, per lo più ottusa, di tale pensare solo a sé, e tutti gli assetti industriali e finanziari. Ma anche quelli politici e sociali. Loro malgrado. E a tutti i livelli. Prodotti che distribuiranno ricchezza e sollievo non solo ai loro produttori e commercializzatori e ai loro sodali. Ma pressoché a tutti. E pensi, persino ai poveri. Prodotti che il mercato stesso avrà interesse ad affinare e a ridurne il costo e a distribuire. Prodotti che non consentiranno di fare cartello. Questa rivoluzione sarà innescata specificamente dal fotovoltaico. Non da quello delle grandi centrali ma da quello decentrato. Cioè dal "possesso diretto dei mezzi di produzione energetica". Già ora, peraltro, in certe zone, siamo arrivati alla grid parity (ossia alla parità del costo del kwh prodotto con il pannello fotovoltaico con quello prodotto in centrali a carbone o petrolio). Ma il punto vero per cui questo rivoluzionerà e travolgerà tutto è che il fotovoltaico (e l'elettrico in genere, incluse le batterie) è un prodotto per cui vale la legge di Moore. Non ci sono ragioni fisiche o tecnologiche o industriali per cui il costo del kwh (e la sua gestione e conservazione) non possa arrivare, anche in tempi relativamente brevi (dipende solo da quanto il mercato non verrà disturbato), a 1/1000 di quanto non costi ora. Già ora, del resto, i flash della ricerca, in tali settori, sono impressionanti. E la ragione di tale tsunami è il fatto che sarà interesse del mercato stesso produrre prodotti sempre più efficienti e convenienti (implementando in modo paradigmatico tale legge). Lei riesce a immaginare le conseguenze sul costo di produzione e distribuzione di qualsiasi prodotto che può avere una riduzione a 1/3 ...1/10,..1/100,..1/1000 del costo dell'energia? E le conseguenze sociopolitiche che conseguirebbero dal fatto che nessuno potrà farsi parassita di tale energia? Il mercato del carbone e del greggio e del gas (anche dello shale) salterà. E i rifiuti non riciclabili saranno la base della chimica industriale. Vorrei, a margine, precisare che quello dei nuovi materiali e in particolare di quelli nanostrutturati sarà comunque TUTTO(!) territorio di rivoluzione industriale. E sociale. Per dire... anche quello della disponibilità d'acqua dolce non sarà, tra non molto, più un problema. La tecnologia del grafene e dei materiali nanostrutturati consentirà, abbastanza a breve, di estrarre in modo semplicissimo e quasi senza costi l'acqua dolce dal mare o addirittura dall'umidità (per quanto minima) dell'aria. Senza aspettare che la medesima si condensi eventualmente in nubi che possano poi eventualmente decidersi a originare precipitazioni. ................................................................................. Cordialmente Salvatore Giampapa

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