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Italia dei pagliacci e dei saltimbanchi

Chi lavora in Europa, quando ritorna in Italia occasionalmente, racconta che anche presso le sedi istituzionali Europee i nostri ultimi Governi vengono definiti "pagliacci". Fedeli alle tradizioni italiche, dunque. E questo anche perché cambiamo continuamente le carte in tavola. Ad esempio, introduciamo l'IMU, togliamo l'IMU, la reintroduciamo cambiandole nome ma avremmo voluto prereintrodurla per soltanto una categoria di proprietari. Ci spaventiamo per l'aumento dell'IVA ma non lo blocchiamo perché introdotta dai precedenti Governi. Applichiamo un contributo di solidarietà per i redditi da pensione superiori a Euro 90.000 lordi annui e non per gli stipendi di pari importo ma la Corte Costituzionale revoca questo provvedimento e allora lo reintroduciamo sempre soltanto per i redditi da pensione aumentando a Euro 100.000 il livello di partenza. Parliamo di aumentare soltanto i redditi più bassi senza accorgerci che riusciamo così ad aumentare la popolazione dei poveri e a diminuire i consumi per allargare la povertà anche ai produttori e a chi lavora con loro. Tutte queste pagliacciate e altre ancora le effettuiamo in brevissimo tempo come si fa al Circo però abbiamo difficoltà a eliminare le spese pubbliche inutili e a eliminare il rimborso elettorale. Lo spettacolo finirà prima o poi e a ridere saranno soltanto gli altri cittadini Europei. Cordiali saluti, Walter Billi

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