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I lobbisti del Mae non pagano mai!

Egregi Signori, scrivo questi appunti perché immagino che non siate completamente a conoscenza di quanto accaduto a Valona dal 2008 al 2012, arco di tempo nel quale e’ stato Console il signor Strozzi. Il maggiore impegno del signor Strozzi, in quegli anni, e’ stato quello di favorire, in maniera assolutamente plateale, il suo compagno convivente, l’architetto Simone Mazzetto, utilizzando tutti i mezzi – leciti e illeciti – che il suo incarico gli mettevano a disposizione. Ecco di seguito un breve ed assolutamente non esaustivo quadro (facilmente verificabile) di quanto avvenuto. Sempre presente, in tutte le manifestazioni pubbliche a fianco del Console, Simone Mazzetto frequenta costantemente gli uffici del Consolato, utilizzandone mezzi e personale. Il signor Strozzi si prodiga in maniera totale per dargli visibilità e introdurlo negli ambienti giusti allo scopo di fargli avere contatti e contratti. Praticamente tutti gli imprenditori di Valona e dintorni vengono contattati dal signor Strozzi con le più svariate scuse per presentare poi il suo compagno e verificare se ci siano possibilità di farlo lavorare (lo ha fatto anche con alcuni esponenti politici di spicco …). E’ questo il periodo in cui incontra e frequenta anche personaggi (italiani ed albanesi) sulla cui specchiata condotta non e’ il caso di scommettere un centesimo e con i quali ha un atteggiamento esattamente contrario rispetto a quanto fa, o dice di fare, con certe “mele marce” che lavorano in Consolato, dove riesce a cacciare alcuni dipendenti solo sulla scorta di qualche voce denigratoria che gli era giunta all’orecchio. Esattamente la stessa doppiezza di comportamento che applica nella concessione dei visti: rigidità totale per tutti i comuni mortali che si ammorbidisce, come per incanto, di fronte a richieste che pervengono da personaggi che in qualche modo possono essere utili al suo compagno. Insomma per il signor Strozzi la legalità e’ un concetto dai contorni affatto precisi. Non riuscendo a trovare nulla di meglio da fargli fare, il signor Strozzi incarica il suo compagno di trovare una nuova sede per il Consolato. Quindi l’architetto Mazzetto inizia a girare per lunghi mesi in lungo e in largo per Valona con l’auto del Consolato e relativo autista per incontrare tutti i costruttori e i proprietari di immobili presentandosi come responsabile della scelta per l’acquisto della nuova sede del Consolato e futuro direttore dei lavori. In quel periodo – primavera inoltrata del 2010 – molti operatori del settore si chiedono se la notizia del possibile acquisto di una nuova sede per il Consolato sia vera e se effettivamente si debba far riferimento (immaginando forse di dover pagare qualche tangente!?) al compagno del Console. In effetti una possibile sede viene individuata nella zona della Transbalkanika. Addirittura, senza che venga in alcun modo definito un accordo, Simone Mazzetto impone al proprietario di dare inizio ad importanti lavori di adeguamento, che tanto poi si firmerà il contratto. E così il proprietario spende un sacco di soldi per un affare che non andrà mai in porto! A salvare il povero Mazzetto (ma anche il signor Strozzi che avrebbe poi dovuto rifondere il proprietario dell’immobile per i lavori eseguiti e non autorizzati), ci pensa un carabiniere che presta servizio in consolato. E’ lui che interviene col proprietario e la cosa, in un modo o nell’altro (quale non si sa ma si può immaginare!), si appiana. Sempre e solo grazie ai buoni auspici del Console, l’architetto Mazzetto viene nominato coordinatore del corso di architettura del primo ateneo privato di Valona, l’Università Pavaresia: un corso creato proprio per lui. La direzione dell’Università spera che la presenza nel corpo docente di un elemento di spicco quale l’architetto Mazzetto porti un alto numero di studenti ed immagina anche che il Consolato (anzi il Console in prima persona), si impegni a promuovere il corso e l’attività in genere del nuovo ateneo, cosa quest’ultima, che in realtà il Console prova a fare, coinvolgendo i vertici dell’ateneo ed inserendo gratuitamente il logo dell’Università in tutte le iniziative consolari: www.unipavaresia.edu.al/anuari2009-10.pdf Ma la collaborazione ha vita breve. Dopo solo qualche mese Simone Mazzetto resta senza lavoro e senza stipendio. Mediocre professionalità? Probabile. Scarso impegno? Possibile. Troppo interesse nei confronti di alcuni studenti? Verosimile. L’ormai ex professore vanta però a suo dire anche una certa somma da parte della direzione dell’ateneo, somma che non riesce a farsi dare. E allora si rivolge ufficialmente al Signor Console d’Italia a Valona, come qualsiasi normale lavoratore all’estero, chiedendo il suo autorevole intervento affinché l’ateneo tenga fede agli impegni assunti e finisca di pagare quanto dovuto. E il signor Strozzi, prontissimo, scrive ufficialmente alla direzione dell’ateneo in qualità di Console d’Italia per chiedere appunto che venga onorato, bonariamente, il pattuito al suo convivente. Ma il signor Strozzi non si ferma a questo e decide, ora che il suo compagno ha i contatti giusti, di aprirgli uno studio. Tutta la pratica di riconoscimento del titolo di studio dell’architetto Mazzetto in Albania viene affidata ad una dipendente del Consolato. Tutta la procedura relativa all’apertura dello studio “Stile Progetti” dell’architetto Mazzetto, con sede sullo stesso pianerottolo dell’abitazione del signor Strozzi, così come i successivi aspetti burocratico/amministrativi (autorizzazioni, tasse, registrazione fatture), viene affidata ad un commercialista che lavora per la società che cura la sicurezza del Consolato. Un altro quindi che lavora gratis per loro. Le traduzioni di offerte, progetti e lettere di presentazione vengono affidate ad un’altra impiegata del Consolato. Il nome dello Studio Stile Progetti comincia ad apparire puntualmente in tutte le comunicazioni istituzionali del Consolato relative a qualsiasi tipo di iniziativa esterna anche grazie alla mostra “Due popoli…” e viene naturalmente riportato anche su pagine web italiane istituzionali e non alle quali il signor Strozzi invia continuamente comunicati stampa: www.consvalona.esteri.it/Consolato_Valona/Archivio_News/Concerto_1_Giugno_2012.htm http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:g83uwCtCOmwJ:www.consvalona.esteri.it/NR/rdonlyres/BF57C46E-B639-44B7-A8B1-A9633E83C9CD/37710/comunicato_per_internet1.doc+studio+stile+valona&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Estera/Cultura/PromozioneLinguaItaliana/SettimanaLinguaItaliana/XI_Edizione/Europa/Valona.htm www.consvalona.esteri.it/Consolato_Valona/Archivio_News/Cerimonia_2_giugno_2012.htm http://web-archive-it.com/it/l/ladante.it/2012-07-19_157452_35/Eventi_La_Dante/ Sul sito dello Studio Stile Progetti (http://stileprogetti.com/staff.html) si legge che Simone Mazzetto e’ un collaboratore del Consolato di Valona e dell’Ambasciata d’Italia di Tirana. Sia sulla pagina http://it.linkedin.com/pub/dir/Simone/Mazzetto, web service sul quale chiunque può presentare il proprio profilo, che sul portale di informazioni professionali http://www.cottusinfo.com/Profile/1417887331, Simone Mazzetto addirittura si definisce “Consultat for events and cultural activities at Consolato Generale d’Italia a Valona”. Infine, il signor Strozzi dispone di inserire, creando appositamente una voce “Architetti”, lo Studio Stile Progetti nell’elenco dei professionisti di fiducia del Consolato, insieme ad una serie di avvocati, un medico ed un notaio. E a proposito dei “Due popoli…” tutti si chiedono da chi e come mai viene affidato proprio a Mazzetto l’incarico di disegnare il logo della manifestazione senza pensare ad un bando di concorso, magari tra artisti italiani ed albanesi. E come mai nessuno si accorge che il simbolo delle mani tricolori aperte non fa assolutamente pensare ne’ all’amicizia ne’ ad un’aquila stilizzata ma piuttosto appare come un chiaro segno di respingimento italiano nei confronti di qualcuno, nella fattispecie proprio degli “amici” albanesi? Evidentemente il signor Strozzi ha amici influenti anche all’interno dell’Ambasciata di Tirana, tant’e’ che oltre al logo dei “Due popoli…” riesce a far affidare al suo compagno, ovviamente senza uno straccio di gara d’appalto, i lavori di ammodernamento della residenza dell’Ambasciatore. A spese di chi? Se lo chiedono anche alcuni cittadini, che scrivono ad un quotidiano parlando apertamente di “scandalo”: www.liberoquotidiano.it/lettere/4977/Meno-male-che-c-e--la-crisi.html www.liberoquotidiano.it/lettere/4982/La-nuova-casta-omosex-alla-Farnesina.html A gennaio del 2012, in vista dell’apertura della sede dello studio di Simone Mazzetto a Tirana, tutte le telefonate di invito vengono effettuate dall’interno ed a spese del Consolato ed affidate a due impiegate che, per giorni, non svolgono altra attività. Il lavoro viene ripetuto tre volte. A causa degli incidenti politici che accadono in quei giorni a Tirana infatti, l’inaugurazione viene annullata e rinviata di qualche settimana. Quindi prima le telefonate per la data inizialmente prevista. Poi le telefonate per annullare l’appuntamento e, infine, il terzo giro di centinaia di telefonate per confermare la nuova data. Tanto e’ tutto gratis! La collaborazione dell’architetto Mazzetto con il Consolato di Valona e’ dunque tutt’altro che a titolo gratuito. L’architetto Mazzetto ne riceve in cambio una enorme visibilità, tanta pubblicità diretta e indiretta e, soprattutto, una serie di servizi il cui costo (sarebbe davvero interessante quantificarlo) viene fatto ricadere allegramente sulle tasche degli italiani. Il signor Strozzi tuttavia non si prodiga – con ampio dispendio di energie e mezzi, come si e’ visto non suoi - soltanto in favore dell’architetto Mazzetto. Lo fa, per motivi evidentemente diversi, anche per altri soggetti, sia sottacendo colpevolmente accadimenti e situazioni che andrebbero denunciati e rendendosene quindi complice, che favorendo arbitrariamente alcuni personaggi che rientrano nella sua ristretta cerchia di accoliti. Tra questi, certamente una sua dipendente coinvolta nel rilascio facile di visti, un carabiniere sex addictioned con altri vizi collaterali tra cui quello delle fatture carburante gonfiate, l’amante albanese di quest’ultimo, assunta in Consolato per grazia ricevuta (chissà quale …) con un concorso ampiamente pilotato, un artista/trafficante che introduce illegalmente opere d’arte italiane in Albania (mai più rientrate in Italia) solo grazie a lettere di raccomandazione del signor Strozzi indirizzate alle dogane di Brindisi e di Valona. Ma di queste situazioni sarà bene eventualmente parlare, molto più dettagliatamente, in altra occasione.

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