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La libertà al tempo dei pentiti delle mutande

Egregio Direttore, mi rivolgo al Suo giornale per denunciare la falsità e l’ipocrisia della signora Dragomira Boneva, al secolo Michelle Bonev. La vicenda che ha coinvolto, o meglio in cui si è fatta coinvolgere, quest’ultima è nota a tutti. Non serve ripercorrere le tappe del teatrino che la Bonev e certa televisione qualunquista hanno messo su in questi giorni. L’accaduto che vorrei denunciare, benché banale, è un segnale della falsità della signora in questione. A seguito dell'intervista rilasciata al programma "disservizio pubblico", ehm..pardon "servizio pubblico",sentitami chiamata in causa dalla sua accorata confessione e dall’ insegnamento magistrale sui valori della vita, decido di leggere quanto dalla stessa riportato nel blog. Le rivelazioni e l’improvvisa redenzione della signora (manco fosse stata folgorata sulla via per Damasco), hanno suscitato in me vari e svariati dubbi. Al che decido di lasciare un commento, per nulla offensivo e/o ingiurioso, in cui semplicemente chiedo delle spiegazioni circa quanto dalla stessa dichiarato. (Mi sembra assolutamente normale che se una donna va in televisione e mette in guardia noi italiani dall’uomo nero, si erige a paladina della moralità e della giustizia, si presenta come una benefattrice che ci vuole liberare dalla sporcizia del nostro sistema, qualche dubbio lo insinua e quanto meno qualche spiegazione in più dovrà fornircela). Bene, il mio commento, come è facile intuire, non è mai stato pubblicato. Ho provato nuovamente questa mattina , ma invano. Sul blog dell’attrice, “stranamente”, compaiono solo elogi. Orbene, a questo punto mi chiedo perché una sacerdotessa della libertà di espressione, un’aborrente la menzogna, non risponda, o peggio ancora, neghi la pubblicazione di alcune modestissime riflessioni di una ragazza di 28 anni, quale la sottoscritta, impressionata dalle sue parole. E allora mi chiedo, la libertà di cui si riempie la bocca la signora è la SUA libertà, non quella che noi italiani conosciamo e abbiamo sudato per anni fino ai nostri padri costituenti. E mi sento offesa da cotanta presunzione. Uso il Suo giornale Direttore, visto che sul blog della signora Dragomira la libertà d’espressione, ripeto, non esiste, per dire a quest’ultima che io due genitori che mi hanno insegnato i valori veri e la VERA LIBERTÁ li ho, motivo per cui noi italiani non abbiamo bisogno di 40 minuti di intervista e di 40 minuti di rivelazioni profetiche al gusto di silicone. Aggiungo anche che una trasmissione che si chiama “servizio pubblico” dovrebbe davvero fare dell’informazione a servizio del pubblico e non utilizzare il nome “servizio pubblico” per indicare in modo più elegante “il bagno pubblico”, perché è questo quello che quel programma rappresenta. La ringrazio dell’attenzione.

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