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Sciopero atm milano

LETTERA DI UN CITTADINO Milano (MI), 21/10/2013. Gentili Signori, trovo francamente assurdo che, in un momento di difficoltà economica come questo, ci si permetta, ancora una volta e per l'ennesima volta, di scioperare. O meglio: che una categoria tutelata, privilegiata e protetta come quella dei dipendenti del trasporto pubblico locale (ATM nel caso specifico) si permetta il lusso di scioperare causando danni e disagi a tutti coloro che utilizzano i mezzi di trasporto per lavorare (a differenza loro che sono strapagati rispetto alla tipologia della professione e alla quantità di lavoro svolto). In momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, non solo sotto l'aspetto economico, ci si dovrebbe rimboccare le maniche e andare avanti a lavorare ancora di più, ringraziando di avere un lavoro e sperando di averlo sempre invece di permettersi il lusso di incrociare le braccia qualunque sia la motivazione (rinnovo contratto collettivo, adeguamento in busta paga ecc.) che spinge tali soggetti ad utilizzare questo odioso strumento anche se lecito e democratico. Anche io vorrei qualcosa in più in busta paga ma certo non mi viene in mente di scioperare: anzi mi impegno ancora di più, vado avanti e cerco di guadagnarmi con il merito un eventuale aumento di stipendio. Bisognerebbe insegnare a queste persone cosa vuol dire veramente lavorare e cosa significa la parola "sacrificio" perché probabilmente non sono consapevoli di tutto questo e della realtà del mondo che li circonda. In parole povere: precettazione e diminuzioni monetarie in busta paga. Una ricetta semplice e magari, chissà, anche efficace. Da cittadino sono davvero indignato e disgustato considerando anche il fatto che ogni mese pago 35 € un abbonamento che non ne vale nemmeno la metà per qualità e quantità dei servizi ricevuti. Cordiali saluti.

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