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il procuratore generale scende in guerra

Gent.mo dott. Belpietro, mi chiamo Oriana Saracino, sono nata a Napoli il 4/ 9/ 1962 e da oltre 30 anni vivo a Bacoli (Na), preferisco però qualificarmi come la mamma dell’angelo di nome Jessica . Il 3 settembre 1994, data in cui è nata Jessica, nulla faceva presagire che oltre a divenire per la seconda volta mamma, la mia vita sarebbe cambiata e segnata per sempre.......... un errore umano infatti fece sì che nulla sarebbe stato come prima: JESSICA NASCEVA E SENZA NEPPURE POTERLA STRINGERE TRA LE MIE BRACCIA VENIVA TRASPORTATA IN RIANIMAZIONE PER UNA GRAVE ANOSSIA NEONATALE. Solo dopo 15 interminabili giorni potevo abbracciare ed allattare la mia piccola a cui , purtroppo, la mancanza di ossigeno al cervello aveva procurato danni irreversibili che solo il tempo avrebbe potuto quantizzare e che poi sono stati definiti con la seguente diagnosi “Ritardo globale dello sviluppo psico-motorio con grave disturbo comunicativo-relazionale in soggetto con epilessia complessa in trattamento farmacologico da danno cerebrale per esiti di asfissia perinatale”. Per quell'errore medico Jessica è invalida al 100%, necessita di accompagnamento ed è riconosciuta portatrice di handicap con connotazione di gravità ai sensi della L.104 del 1992. Mai ho ceduto ad un attimo di debolezza, Jessica è la mia forza ed è sempre stata per me l'imput ad andare avanti e cercare nelle mie possibilità di fare tutto ciò di cui necessita. Il lungo e faticoso percorso mio e di mio marito, per assicurare un'adeguata abitazione a mia figlia, inizia quando Jessica ha 5 anni; all'epoca vivevamo in una casa in fitto che, per le problematiche che la bambina presentava quotidianamente risultava essere sempre più fatiscente e soprattutto pericolosa. Capimmo che per il bene di Jessica, bisognava costruirle un habitat a sua immagine e somiglianza, in modo tale da poterle assicurare la possibilità di sviluppare le poche e residue attività cerebrali e quindi di migliorare la sua qualità di vita. Avevamo un piccolo pezzo di terra (edificabile unicamente per uso pubblico) che mia suocera con tanti sacrifici aveva acquistato affinchè un domani i suoi figli vi potessero costruire una casetta, in una zona densamente urbanizzata, ma a Bacoli da oltre 40 anni non si rilasciano licenze edilizie, per mancanza di piano regolatore e quindi di costruire non se ne parlava e presentammo invece formale richiesta al Comune di un alloggio, da affittare o acquistare, senza barriere architettoniche, facendo presente anche di aver avuto lo sfratto dalla nostra casa pericolante. Il comune ci informò, con nota scritta che conserviamo ancora, che in tutto il territorio non vi era disponibilità adeguata alle nostre esigenze.. Solo a quel punto mio marito decise di “adeguarsi al sistema” (l’80% dei manufatti in Bacoli sono infatti abusivi grazie alle inadempienze delle amministrazioni che si sono succedute negli anni), di ottemperare alle necessità reali della nostra famiglia sostituendosi allo STATO ASSENTE da decenni e decenni e COSTRUENDO SPONTANEAMENTE UNA CASA PER JESSICA SENZA BARRIERE ARCHITETTONICHE, una casa però “illegale” perché edificata su di un suolo soggetto a vincoli , obsoleti però e non più corrispondenti alla realtà ( tanto è vero che a poca distanza sono nate poco dopo anche una chiesa ed un istituto scolastico superiore). Per i demagoghi ed i falsi perbenisti che non vogliono affrontare con obiettività il problema, noi siamo solo dei fuorilegge, SIAMO ABUSIVI!!!!!!!!!!!!! Ma chi ci ha costretto ad essere abusivi ?????? Nel suo habitat e con il lavoro costante della sua famiglia, Jessica migliorava, riusciva a deambulare pian piano senza urtare in spigoli e porte, senza dover essere presa in braccio per salire scale ( la casa naturalmente ne era priva) ed acquistava sempre più sicurezza. Ebbene, dopo aver lavorato tanti anni, dopo aver speso tutti i nostri risparmi per costruire la CASA DI JESSICA e addirittura pianificato che a morte nostra, Jessica sarebbe rimasta nella sua casa, e chiunque si fosse preso cura di lei, avrebbe usufruito della stessa, evitandole il ricovero in un istituto, TUTTO E’ STATO DISTRUTTO: Dopo 12 anni trascorsi nella nostra casa, (con regolare residenza, allaccio alle fognature e all’acquedotto comunale) il 20 dicembre 2011, a 5 giorni dal Santo Natale, un blitz notturno ci ha svegliati alle 2 di notte e ci ha sbattuti per strada ed una ruspa ha abbattuto la casa di Jessica, per la quale era stato già pagato l’accatastamento ed il condono 2003, non applicato in Campania per un deliberato Bassoliniano, ritenuto per ben due volte INCOSTITUZIONALE!!, e ciò per eseguire senza preavviso una delle 70000 RESA (sentenze passate in giudicato) presenti in Campania. Sulle modalità ,sulla negligenza, sull' imprudenza di questo blitz non sto qui a dilungarmi, ma potrei consegnarle un ricco e approfondito dossier con tanto di documentazione allegata, ma non posso esimermi dall'esprimere il mio sdegno verso questo Stato che per fare uscire un angelo dalla sua abitazione ha impiegato un esercito di 600 unità!!!!!!!!!!!!!ma chi era Jessica?? O, meglio, a chi è figlia ??? forse a Francesco Schiavone detto Sandokan?? o a Totò Riina ?? Oggi si da tanto spazio in televisione all’esasperazione della gente che per la crisi sta perdendo o ha già perso il lavoro, si porta in TV chi, non avendo più potuto pagare il mutuo per la propria casa, l’ha persa , arrivando anche a giustificare gesti illegali come l’occupazione abusiva di alloggi da parte di quelle persone, oppure vedo mobilitarsi la solidarietà per le famiglie di quei poveri cristi che commettono, al momento della sottrazione del loro bene, gesti insani talvolta anche irreparabili, ebbene, io con la mia famiglia in quei momenti avremmo voluto morire sentendoci violentati all’interno della nostra unica casa e privati violentemente di un bene primario senza alcun rispetto per la DIGNITA UMANA e senza salvaguardia almeno dei minori (ce ne erano tre ) o dei disabili (c’era Jessica minore gravemente disabile) per fortuna, nonostante momenti concitati e di grave pericolo, NESSUNO E’MORTO, allora, la prego dr. Vespa, non mi ignori MI DIA LA POSSIBILITA’ DI PARLARE, DI SPIEGARE A CHI NON VUOL CAPIRE LA DRAMMATICITA’ DEGLI ABBATTIMENTI IN CAMPANIA Come si è potuto fare un blitz di quella portata senza prendere in considerazione la possibilità di concedere tre o più mesi di tempo per sgomberare e trovare un'alternativa logistica per poi eventualmente autodemolire?????? Non si potevano non conoscere le disabilità di Jessica e le sue gravi patologie, che la sottopongono a costante pericolo di crisi convulsive, eppure si è ordinato ad un esercito di staccargli le utenze in piena notte, di svegliarla nel caos più totale e di scacciarla dal suo lettino!!!!! lei, il mio angelo, che è stata sempre protetta in una campana di vetro per evitarle qualsiasi trauma!!!! Caro direttore Belpietro , posso osare dire che è stata fatta violenza su una minore diversamente abile o è “troppo” solo perchè è stata fatta dalla stessa legge che l'avrebbe dovuta tutelare????????? Alla notizia dell'abbattimento della casa di Jessica tutta la cronaca regionale e nazionale è sobbalzata, tanti, a prescindere dal colore politico, hanno denunciato l'ingiustizia che si stava perpetrando e molti inevitabilmente si sono chiesti come mai su 70.000 abbattimenti da eseguire, di cui ne vengono espletati mediamente solo 30 all'anno, e soprattutto su tanti abusi demaniali o su suolo pubblico o a rischio idrogeologico, fosse stata scelta proprio la casa di necessità di una diversamente abile oltretutto minorenne. Voglio sinceramente augurarmi che non si abbia voluto colpire il più debole per intimidire i più forti. Lo stesso Ministro della Giustizia Cancellieri, ultimamente, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare sulla questione degli abbattimenti in Campania, esprimendo la necessità che la stessa venga affrontata globalmente e quindi in concerto con altri organi costituzionali, ha ricordato che ci sono nell’immediatezza strumenti come l’acquisizione a patrimonio comunale dei manufatti abusivi nei casi di effettiva necessità eppure all’epoca dei fatti il nostro Sindaco, pur di non opporsi ad un ordine della Procura, non volle acquisire!!!!!!! E non solo……. Quando, dopo lo sgombero, avrebbe dovuto provvedere ad un'adeguata abitazione della minore disabile lo ha fatto mandandoci in un bungalow sulla spiaggia in località Lucrino (a Pozzuoli) a Natale!!!!!!!!! Bungalow, ai quali si accede attraverso una ripida ed altissima gradinata in ferro (da salire e poi riscendere) che permette l’attraversamento dei binari della ferrovia, e muniti di un’infinità di barriere architettoniche che Jessica non avrebbe mai potuto superare!!!!! Siamo passati dalla casa alla strada come i clochard con scatoli di cartoni riempiti della nostra vita! Mai nessuno, Sindaco e Amministrazioni, si sono interessati di Jessica,mai una telefonata, mai una mano tesa per sostenerci in questo momento di enorme difficoltà, e se non fosse stato per l'aiuto dei nostri cari che ci hanno messo a disposizione una stanza, staremmo tutt'oggi in mezzo ad una strada!!!!!!!!!!!!!!! Da quel 20 dicembre maledetto la nostra vita non è più la stessa: QUANDO SI ABBATTE UNA CASA NON SI DISTRUGGONO SOLO LE MURA MA SI DISTRUGGE IL PASSATO IL PRESENTE ED IL FUTURO DI CHI LA ABITAVA!!!!!!!!! Jessica peggiora giorno dopo giorno, sul suo volto si legge una malinconica nostalgia della sua casa in mezzo al prato dove poteva giocare liberamente con il suo cane (morto pochi giorni fa solo nel terreno deturpato dalle ruspe). E’ impossibile spiegarle l'accaduto, non lo capirebbe mai, lei percepisce solo i disagi che affronta quotidianamente. D'altra parte, pur volendo con tutte le mie forze mantenere l'equilibrio necessario per crescere in piena serenità mia figlia, mi accorgo ogni giorno sempre di più che io stessa sono ancora traumatizzata da quel blitz del 20 dicembre e soprattutto scoraggiata e impaurita di non avere più la possibilità di restituire a Jessica la sua casa , la sua sicurezza per quando un giorno ... non ci sarò più! Essere mamma di un angelo disabile è la cosa più bella del mondo, attraverso Jessica ho potuto capire cosa sono le cose vere della vita, la vera purezza e l'ingenuità, ma spesso si è costretti a pensare contro natura e cioè a sperare di morire un secondo dopo tua figlia per non lasciarla allo sbaraglio. Tengo a precisare che questa mia non vuole essere semplicemente lo sfogo di una mamma esasperata ed infatti mi riservo di consegnarle, a sua richiesta, tutta la documentazione attestante la veridicità delle mie affermazioni. La ringrazio per la attenzione dedicatami sperando di essere contattata al più presto. Oriana SARACINO

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