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CALIGOLA E IL CAVALLO SENATORE.

A proposito della simpatica battuta del senatore Gasparri sul cavallo senatore, sembra quasi il titolo di una favola di Esopo o Fedro. Attenzione, senatore Gasparri, dare dell’uomo a un cavallo può essere molto offensivo se si considera che: I termini Cavalleria e Cavaliere nascono dal binomio uomo e cavallo. In altre parole esistono dalla creazione del mondo. Qualificare un essere umano col termine Cavaliere significa completarlo. Nessun altro vocabolo assicura all’uomo una simile elevazione spirituale. E questo lo affermo senza sminuire altre forme espressive con le quali si qualifica un essere umano: Avvocato, Amico, imprenditore romantico, dottore, pilota, cardinale, ingegnere ecc. Il sostantivo che più si avvicina in elevazione a Cavaliere, anzi lo supera, è Signore, quando si scrive maiuscolo per indicare Dio, l’Essere supremo che ci assiste nel bene e nel male. Fatta questa breve ma doverosa premessa, tento di affascinare il vostro interesse richiamando brevemente alla memoria, con un excursus molto deciso, gli eventi più espressivi nei quali furono coinvolti Uomo e Cavallo. Senza volerlo mi sono creato un bel problema, perché uomo e cavallo hanno, di fatto, scritto la storia sempre insieme. Leggete come il vocabolario Treccani evidenzia i termini uomo e cavallo. Scorrendo molto rapidamente i testi scopro che entrambi sono mammiferi. Stando a quanto si dice, parrebbe che l’uomo sopravanzi il cavallo in tutto, ma soprattutto nell’intelligenza anche se a volte, oggi molto spesso, osservando quello che accade quotidianamente, dare dell’uomo al cavallo potrebbe essere molto oltraggioso. Ricordo la Tavola Rotonda di Re Artù, rotonda perché nessuno avesse preminenza sugli altri. In parole povere, un vero Cavaliere non deve proporsi ma proporre o essere proposto. Non è un gioco di parole. Cordialmente.

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