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di nuovo i Marò

Invio per conoscenza la lettera che ho inviato al sito del Ministro Alfano; penso che se fosse subissato da centinaia di migliaia di lettere di questo tenore, forse qualcosa si muoverebbe. Invitate tutta la popolazione a fare qualcosa del genere. saluti cordiali Simonetta Vivaldi Caro Davide, mi permetto di scriverle un'altra volta perché oggi sono esattamente sette mesi ( più di 200 giorni) che i nostri due Marò Massimiliano e Salvatore sono stati vergognosamente rispediti in India con delle false promesse, sia da parte del nostro Governo, sia da parte di quello indiano. Infatti erano state date delle garanzie che si trattava solo di un pro forma: pochi giorni, poi avrebbero potuto rientrare in Italia; invece gli Indiani si sono presi gioco di noi sbeffeggiandoci fino all'inverosimile, ma, quello che è peggio, è che si prendono gioco della vita di due nostri Militari, colpevoli solo di aver fatto il loro dovere, e delle loro famiglie. Vorrei ricordarle alcune tappe, come promemoria: la prima promessa era che il 16 Aprile sarebbe iniziato il processo (erano rientrati il 22 Marzo) che avrebbe dovuto concludersi molto rapidamente. Alla fine di Aprile hanno dato mandato alla Polizia antiterroristica di aprire un'inchiesta ( ci era stato assicurato che questa Polizia non sarebbe intervenuta), inchiesta che sarebbe stata chiusa improrogabilmente alla fine di Giugno; in Agosto hanno ascoltato il comandante della nave e hanno spergiurato che l'inchiesta era chiusa e che i primi di Settembre sarebbe iniziato questo indegno processo. Ai primi di Ottobre hanno tirato fuori la rivhiesta di interrogare, in India, gli altri quattro Marò, così poi ne avremmo avuto sei da riportarci a casa, invece di due! Ora siamo alla fine di Ottobre e tutto tace. Le chiedo, in coscienza: fino a quando tollereremo un trattamento del genere? Quale altro Paese occidentale avrebbe accettato di subire tutto questo da un popolo di stupratori di massa e di adoratori di vacche? Chi siamo noi? Proprio i più imbelli e vigliacchi di tutti? Ora la nostra attenzione è tutta rivolta a Lampedusa, non a quella povera isola, ma agli extracomunitari; ho provato una pena infinita per quei morti, soprattutto per i bambini, povere vittime innocenti, ma è forse colpa nostra? Noi che siamo l'unico Paese europeo che li accoglie e li aiuta, ci lasciamo dire che, quasi quasi, facciamo troppo poco. Poi c'è stato Priebke: anche questa volta l'opinione pubblica si è indignata, scordando l'antica saggezza dei latini:"Parce sepulto". Ma chi si indigna per i nostri Marò a cui sono stati tolti già quasi due anni di vita? E l'attivista di Greenpeace arrestato in Russsia? ci sono stati cortei e manifestazioni per lui; e per i Marò ? Forse l'essere dei Militari li penalizza? Ho ascoltato questa sera alla televisione che spenderemo, da adeso, circa 10 milioni di Euro al mese per pattugliare il mare in cerca di barconi di immigranti e per salvarli. E se quei soldi li offrissimo agli Indiani per riavere i nostri ragazzi? Forse sarebbero allettati da una proposta così generosa! Cosa intende fare il Governo? Non sarebbe l'ora, data l'inaffidabilità dimostrata dal Governo indiano di fare il muso duro? Coraggio, minacciamo l'imbargo, convochiamo l'Ambasciatore indiano per comunicargli che d'ora in poi non tollereremo più un comportamento del genere, minacciamo di rimandare in India gli Indiani, tantissimi, che vivono nel nostro Paese e che abbiamo sempre accolto, aiutato e sostenuto. E' venuto il momento di dire: BASTA! Mettiamo di mezzo l'ONU; diamoci da fare. Una Patria che non protegge i suoi figli, non è degna di questo nome; se non avremo il coraggio di fare queste azioni che qualunque altro popolo avrebbe già messo in atto, almeno pretendiamo che ritornino per Natale e poi teniamoceli qui, qualunque siano le mimacce, ridicole, che possono farci gli Indiani; la vita dei nostri due Marò non ha prezzo e vale qualunque mezzo per riportarceli a casa sani e salvi. Ne parli col Ministro Alfano e anche col Ministro Bonino; facciamo vedere al mondo che anche noi Italiani abbiamo una dignità. Grazie Simonetta Vivaldi - Genova

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