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Le doppie tasse di Palermo

Quel po’ di viaggi fatti in Italia mi hanno convinta che Palermo sia la città più sporca d’Italia. Lo dico con rammarico, poiché a Palermo vivo e poiché amo questa città per la sua dote naturale di essere, nonostante tutto, affascinante come pochi altri posti al mondo. Ma il fatto che Palermo sia sporca è sillogistico, come dire che a Roma c’è il Colosseo, a Bologna il nebbiun e a Napoli o babbà. Ma che qui i cassonetti pullulino di rifiuti notte e giorno, che le cartacce si trovino ovunque, dagli ingressi delle chiese fino alle poltroncine di pietra del porticciolo della Cala, credo sia sfuggito alle acute menti di chi ci governa. C’è infatti un filo rosso che lega la nostra città alla recente legge di stabilità varata da Letta e compagni. Nei mesi a venire ci dovremo abituare ai neologismi amministrativi di ultima foggia. Ci sarà la Trise, ovvero il bell’ensemble di tasse sui rifiuti e sui servizi comunali. La tassa si comporrà delle cosiddette Tasi, “la componente sui servizi comunali indivisibili”, come citano le note ufficiali (in soldoni: illuminazione pubblica, verde eccetera) e la Tari, che è, sempre in soldoni, la nipotastra della Tarsu e la figlioccia della Tares. Qui casca l’asino. Secondo “La Stampa”, infatti, Palermo sarà una delle poche città d’Italia che nel 2014 dovrà fare i conti con l’accavallamento di Tarsu e di Tares. Il quotidiano di Torino definisce l’occorrenza come un “groviglio fiscale” e spiega che “a Palermo nel 2014 si pagheranno le rate della Tares sui rifiuti per il 2013, mentre a questi si sovrapporrà la quota della Tari, anch’essa sui rifiuti, ma quelli del 2014?. Alla mia richiesta di lumi, a chi di competenza al comune di Palermo, mi sono sentita rispondere che è ancora prematuro per dare delucidazioni poiché il testo ufficiale della manovra non è ancora stato diffuso (forse non è ancora stato redatto). Sovrapporre due tasse sui rifiuti a Palermo, dove la storia ci insegna che la munnizza, ahinoi, non si smaltisce mai, mi suona tanto come far pagare la tassa di soggiorno nel comune di Giardina Gallotti. Siamo di fronte a un altro dei tanti paradossi alla siciliana? È probabile. Se così dovesse essere ci piace quantomeno sognare ad occhi aperti. Che una volta sciolto il groviglio fiscale questa città possa diventare linda e pulita. Per sognare, per fortuna, non si devono pagare tasse.

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