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Intoccabili,sino a quando?

Egregio Direttore ,ho letto l'articolo di Facci di oggi e non ho saputo resistere alla tentazione.Proprio ieri 24.10.2003 mi sono arreso e dopo anni ed anni di battaglie combattute personalmente ho deciso di farla finita e mi sono dimesso dall'Ordine degli Avvocati a cui ero iscritto da circa 30 anni. Il motivo può leggerlo nello stralcio della lettera di dimissioni che riporto qui di seguito: "Studio Legale Avvocato Ennio Mencarelli JESI Jesi li 24.10.2013 Racc.A.R. Onorevole Consiglio dell'Ordine degli Avvocati presso il Tribunale di Ancona Spett.le Cassa Nazionale Forense E,p.c. A Sua Ecc.za il Presidente del Tribunale di Ancona A Sua Ecc.za il Presidente della Corte D'Appello delle Marche A Sua Ecc.za il Signor Procuratore Della Repubblica presso il Tribunale Di Ancona A Sua Ecc.za il Signor Procuratore Generale della Repubblica presso La Corte d'Appello delle Marche Al Signor Ministro della Giustizia Loro Sedi Anticipata via E.mail OGGETTO:DIMISSIONI DALL'ORDINE FORENSE. Come abbondantemente previsto, non sono riuscito a trovare un "Giudice a Berlino";con la sua ultima sentenza n.726/2013 pubblicata in data odierna,infatti,la corte di appello,perseverando nel contegno per cui si distinsero già altri Uffici di questa curia, ha posto fine (almeno per quanto mi riguarda) alle vicende processual - personali che in questi ultimi cinque anni ho avuto modo di ripetutamente illustrare a tutti i Colleghi. Nell'occasione i magistrati d'appello,riformando in peius (ca va sans dire) l'unica sentenza di primo grado a me favorevole ( l'unica delle tante a me sfavorevoli....),hanno deciso la mia ennesima personale soccombenza, CON CONDANNA AL PAGAMENTO DI UN PAIO DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ?,che vanno ad aggiungersi alle altre DECINE DI MIGLIAIA DI ? CUI ERO STATO CODANNATO IN PASSATO,dando così oltretutto un esemplare avvertimento a tutti i Colleghi:attenzione!nessuno osi contestare le decisioni della giustizia anconetana. Un formale atto di conferimento di incarico,una formale promessa di pagamento di una predeterminata somma,un accertamento negativo della GdF nulla hanno potuto di fronte alla pervicace volontà punitiva che ha caratterizzato il contegno di una parte della magistratura anconetana nei miei confronti.......................... Ma forse il principio sopra enunciato vale solo per il sottoscritto,anche se in tutto questo ovviamente non c'entra niente il fatto che io sia stato parte indagata ( peraltro assolta con formula ampia in sede di udienza preliminare - ndr) su iniziativa di un magistrato anconetano , nonchè parte lesa in molteplici procedimenti penali aperti presso il Tribunale dell'Aquila nei confronti di alcuni magistrati della Curia Dorica . Nè sicuramente rileva il fatto che la mia controparte in questo processo fosse difesa da un ex autorevole membro del Ns Onorevole Consiglio,noto loggionista,le cui dichiarazioni testimoniali in altri processi civili e penali a questo "collegati", e da me assoggettate a denuncia di falso,costituirono il" casus belli" proprio di quegli esposti alla Procura de L'Aquila nei confronti di diversi magistrati anconetani nei quali si ipotizzava tra l'altro,anche sulla base di documentazione fidefaciente , l'abuso d'ufficio, il falso ideologico, l'interesse privato in atti di ufficio, la violazione del segreto istruttorio, ecc . ecc.( tanto per intendersi tutti archiviati senza la benchè minima attività preistruttoria....). Nè infine sicuramente rileva il fatto che a decidere la controversia in 1° grado sia stato(casualmente) quel Dott..........poi casualmente oggetto,su iniziativa dello stesso professionista che difende la mia controparte,e che ha deposto innanzi il CSM, a provvedimento di trasferimento per "incompatibilità ambientale"................... Ma la situazione della curia anconetana è evidentemente compromessa al punto tale che la mia controparte,evidentemente ben informata del contenuto della sentenza , era stata addirittura in grado di anticiparmi l'esito della controversia già alcuni mesi prima del deposito. Una sentenza, lo dico en passant, che sarebbe stata poi depositata in Cancelleria nell'Aprile scorso,vale a dire pochissimo tempo dopo lo spirare dei termini per le memorie di replica (e non è la prima volta che ciò accade nei miei confronti.....) nonostante la cospicua mole degli atti e dei documenti da esaminarsi e valutarsi(varie centinaia );sono molto lontano dal vero se penso che la decisione fosse già stata da tempo presa e scritta? Del resto simili "performances" sono normali nella curia anconetana, (almeno nei miei confronti) se è vero, come è vero, che un certo giudice ha potuto leggere una trentina di pagine di motivazione di una sentenza in materia locatizia (che si presume abbia scritto nell'immediatezza) appena una decina di minuti dopo il termine della udienza di discussione( e io pago,direbbe Totò....). La mia controparte, del resto,mi aveva già da tempo provocatoriamente invitato a "preparare i soldi" ( quelli che oggi sono stato effettivamente condannato a restituire), tanto che avevo segnalato la questione , con tanto di video ripresa del fatto, all'A.G. in sede penale ;ovviamente anche in questo caso ,come in tutti gli altri precedenti,la procura della repubblica di Ancona ha ritenuto di archiviare la segnalazione ; e in tutto ciò non c'entra niente,ovviamente,il fatto che certuni dei miei esposti presso la Procura de L'Aquila fossero diretti proprio nei confronti di alcuni magistrati della procura dorica...... Ora io da semplice cittadino mi domando:che cosa d'altro rimane da fare ad un cittadino,Avvocato o meno che sia,che non riesce a farsi riconoscere i suoi giusti diritti neppure quando essi si fondano su prove documentali dirette quali contratti scritti e ritualmente registrati,piuttosto che su formali promesse di pagamento ugualmente registrate , piuttosto che su titoli di credito azionati in processo, se a fronte di tale massa probatoria egli soccombe ripetutamente in virtù del ricorso operato da certi magistrati a "presunzioni semplici"(nel senso tecnico-giuridico del termine...)? e per cortesia mi si risparmi la favoletta dell'esistenza di idonei strumenti di revisione delle decisioni giurisprudenziali,visto che non tutti (anzi pochissimi) hanno la possibilità, o il tempo, di ricorrere sino alla giustizia europea....... Ma questa è una ben misera consolazione per chi come il sottoscritto in questi ultimi cinque anni ,a causa delle decisioni di una certa magistratura,ha visto distrutto il proprio patrimonio,il proprio lavoro,la propria famiglia , che a causa delle "decisioni" e del comportamento di questi....signori ha visto la propria compagna cadere in depressione sino ad ammalarsi gravemente e che, nonostante gli sforzi compiuti, ha visto se stesso ridotto a vivere di quel che il buon cuore dei suoi familiari gli da. Ma sia chiaro!Ciò che non posso accettare , e che mi impone la presente scelta , non è tanto il fatto della pratica soccombenza in virtù dell'incredibile applicazione di certi istituti giuridici (in pratica non ho più nulla da perdere) quanto il fatto che con diverse loro motivazioni certi magistrati della curia dorica (dei quali è peraltro nota la frequentazione con alcune delle mie controparti ...............) hanno volutamente ed ingiustamente infangato la mia onorabilità di Cittadino e di Avvocato. Ben comprendo che per taluni i concetti di onore,lealtà,onorabilità,ecc. non hanno più alcun significato e tuttavia non posso accettare che,in ossequio a non chiari rapporti di "vicinanza" con le mie controparti , qualcuno, foss'anche un magistrato di questa repubblica, possa irresponsabilmente mettere in dubbio non solo la mia lealtà professionale ma anche la mia lealtà di Cittadino- contribuente;e il tutto nonostante la chiara evidenza di prova diretta contraria , con ciò gettando una per me intollerabile ombra su tutta la mia personale vicenda di Cittadino,di Professionista e anche di Pubblico Amministratore che, nel corso dei 59 anni della sua vita, mai è stato neppure"sfiorato"da siffatti dubbi......................... La lettera di dimissioni termina poi cosi:"Quindi,prima che il sistema giudiziario anconetano mi ammazzi definitivamente( come noto ho nel tempo dovuto rinunciare a tutte le decine e decine di difese precedentemente affidatemi nel corso di quasi trenta anni di attività professionale, avendo io dovuto prendere atto che la "reazione"di certa magistratura non si limitava solo a me personalmente ma si estendeva anche alle innocenti persone che a me si rivolgevano per avere assistenza professionale...), rassegno a far data dalla presente le mie irrevocabili dimissioni dall'Ordine forense, augurando di cuore ai responsabili di tanto scempio di poter godere delle stesse "piacevolezze"di cui ho goduto io e di cui, purtroppo, ha "goduto" la mia famiglia in questi ultimi anni quale conseguenza dell'inqualificabile comportamento di alcuni......................". Ebbene,caro Direttore,questo è quello che capita ordinariamente in Italia a chiunque non abbia un santo protettore(e mi creda,non è necessario essere un Berlusconi per "apprezzare"l'azione della Magistratura);potrei continuare raccontandoLe di ciò che accade aL'Aquila piuttosto che a Bologna,ma non ne vale la pena. La raltà è che noi,non più cittadini ma solo semplici sudditi,siamo ormai nelle mani di un potere incontrollato ed irresponsabile che non rispone mai,dico mai,delle proprie azioni. Forse davvero non ci rimane che sperare nella Nemesi. Cordialmente Ennio Mencarelli(già Avvocato Patrocinante innanzi le Magistrature Superiori)

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