Cerca

Siamo alle soglie di un'era migliore

Siamo alle soglie di un’era migliore Il rafforzamento delle frontiere, come risposta alle tragedie dell’immigrazione, non solo ci copre di vergogna ma è anche profondamente priva di lungimiranza. Basterebbe conoscere le leggi dei grandi numeri per capire che finché ci sarà povertà nel sud del mondo il flusso migratorio esisterà. Sempre più studiosi sono convinti che l’occidente potrà uscire dalla crisi solo facendo compiere passi avanti al sud del mondo. Ci sono già programmi in campo energetico, agricolo, biotecnologico, industriale e nel campo delle Ict che consentirebbero di valorizzare le risorse del nord africa contribuendo in modo sostanziale sia allo sviluppo del sud del mondo che alla ripartenza dell’occidentale. La novità, è che questi obiettivi sono oggi tecnicamente ed economicamente sostenibili, anche grazie all’innovazione che, nei vari settori, è stata in grado di rideterminare la mappa delle opportunità economiche mondiali! E’ il progresso scientifico a giocare un ruolo chiave: la possibilità, per esempio, di produrre energia con grandi centrali solari termodinamiche (CSP) e di esportarla a lunga distanza (HVDC) è figlia del progresso tecnologico. E’ così anche per altri esempi significativi, come la possibilità di rendere fertili nuovi territori (anche desertici) basandosi sulle biotecnologie e sull’uso di nuovi materiali (grafene) per dissalare acqua marina a costi marginali o ancora la possibilità di generare una filiera del freddo a costi ridottissimi (per industrie alimentari) a valle delle turbine di generazione. Del resto, proprio questa capacità dell’innovazione di rimisurare il mondo con nuovi approcci tecnologici ha persuaso la NASA (che dalla conquista della Luna ha sempre interpretato le umane ambizioni) a sostenere ed incoraggiare il concetto di STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) come lasciapassare per una nuova immagine del futuro. Così si scopre che la convergenza con i paesi svantaggiati può costituire la vera chiave per un nuovo e duraturo modello di sviluppo: ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, disintermediazione (anche grazie alle Ict) e potenziamento tecnologico delle vocazioni locali sono elementi portanti. Alla stessa conclusione si può giungere attraverso la valutazione umanistica del profondo cambiamento in atto nella nostra società. In soli 20 anni, dal crollo del muro di Berlino alla crisi finanziaria USA, si sono offuscate sia le illusioni del socialismo reale sia le promesse di perpetua crescita del capitalismo. Su alcuni temi però, c’è stata una presa di coscienza: crisi finanziarie, allarmi ambientali, energetici ed emergenze climatiche ci hanno progressivamente educato ad una visione globale che ci ha aiutato a mettere a fuoco alcuni paradossi. E’ come se ci fossimo resi conto (finalmente) di vivere in un mondo dove, ogni anno, il numero dei morti per denutrizione (nel sud del mondo) è uguale a quello dei decessi per sovrabbondanza alimentare (in occidente) e dove il solo 10% della popolazione detiene più del 70% della ricchezza mondiale. Nell’individuo, tutto ciò si è trasformato in un impulso al cambiamento: cambiano le scelte, cambia la propensione al consumo e cambia la stessa idea di benessere; la crisi dei partiti tradizionali, il voto di protesta, la nascita di movimenti d’opinione globale sono tutti sintomi di una società in divenire. Innanzitutto, l’uomo occidentale ha cominciato a capire che non ci potrà essere nuovo sviluppo senza un allargamento della visuale; non per ragioni etiche ma semplicemente per la consapevolezza che la disparità tra le due metà del mondo sia già costata troppo in termini guerre, terrorismo, migrazioni, disastri ambientali e instabilità. Per crescere, ora, ad ogni passo in avanti dell’occidente dovrà corrispondere un passo in avanti per il sud del mondo. Siamo, dunque, alle soglie di un’era migliore! Dobbiamo solo utilizzare ciò che la storia e la scienza ci hanno affidato. Una nuova convergenza tra Illuminismo ed umanesimo sta per ridisegnare l’immagine del nostro futuro. Ma è qualcosa che viene da lontano, già delineata da coloro che seppero guardare la realtà attraverso lo studio della natura umana: Smith per merito di Hume, Keynes per le contaminazioni con Strachey, Comte e Balzac per la loro eterna ricerca sulla società.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog