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La sfiduciata ribelle

Gentile Direttore, ormai i telegiornali ci bombardano quotidianamente di notizie riguardanti l' insostenibile situazione lavorativa in Italia. Pochi giorni fa si sono inventati una nuova categoria di giovani o meno che, stufi di cercare lavoro senza ottenere risultati, si sono arresi: gli "Sfiduciati". Ora, per quanto mi riguarda, ho studiato anni al conservatorio di Milano per uscirne con una laurea in Musicologia ( più precisamente in Canto lirico ) che al momento non mi assicura nessun posto di lavoro e nessuna certezza. Ci si batte con le unghie e con i denti per poter fare quello per cui si è investita tanta energia e tanto denaro, ma nulla, o meglio, nulla che possa tenerti a galla più di qualche giorno. Ecco che allora ti appioppano l' etichetta "disoccupata", "sfiduciata" e via dicendo. E no, perchè personalmente mi sono rimboccata le maniche e ho cominciato a "reinventarmi", come il principio della crisi comanda. Ho cominciato a scrivere per testate on line, blog e magazine, sempre con passione, cercando di mettere in pratica i miei studi in altro modo. Sa cos'è cambiato in termini economici? Nulla. Soltanto una ricchezza spirituale in più, per il resto... nemmeno un euro. Ecco perchè mi sento "sfiduciata", non perchè ho smesso di cercare un lavoro, ma perchè non c'è più un riscontro di impegno e di studio che mortifica l'animo. E comunque vado avanti. Perché dicono che chi semina raccoglie...fino a prova contraria.

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