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il Paese del falso perbenismo

Seguendo la scena italiana tramite i giornali e i vari TG si percepisce che l'Italia è davvero il posto piu bello del mondo. Si, per tutti coloro che campano di falso perbenismo. Possiamo iniziare a parlare del problema degli immigrati, che arrivano in Italia in cerca di un futuro migliore, trovandolo, mentre noi italiani stiamo passando il periodo più misero dopo quello trascorso durante la seconda guerra mondiale. Quando chiediamo aiuto all'Unione Europea per questo problema siamo l'Italia e il problema rimane italiano, quando dobbiamo subire i regolamenti, le leggi e le tasse, allora sì, siamo Unione Europea! Muoiono un sacco di persone, una tragedia, per carità. Ma, che succede in Italia? Ci si dimentica di tutta quella popolazione che non ha una casa, un lavoro, che non vive dignitosamente e che si ritrova a chiedere l'elemosina, o, peggio, si suicida. Per gli immigrati (clandestini!) diritti e, per gli italiani doveri. Nemmeno un funerale di Stato. Cambiamo pagina: razzismo negli stadi. Sarò breve: negli stadi italiani, da che mondo è mondo, s'è sempre fatto "buu". Che un giocatore sia nero, rosso, giallo, rosa, bianco o fucsia, s'è sempre fatto "buu". Io, personalmente, sono interista, squadra piena di giocatori "di colore", e quando si faceva "buu" allo stadio non si guardava al colore della pelle ma al colore della maglia, sfottò sportivo! Detto questo, non capisco alle lunghe come una persona che guadagni milioni di euro, in un momento del genere dove la maggior parte dei tifosi di calcio ha un lavoro normale con uno stipendio (se c'è) basso, si lamenti per dei "buu" visto che è anche pagato per GIOCARE a calcio. Invece di pensare ai milionari giocatori di calcio che si sentono offesi, si pensi ai poliziotti, ai carabinieri, a tutti gli uomini in uniforme che ogni domenica negli stadi si sentono dire cose assurde, cori osceni, senza nemmeno avere il diritto di replica. Subiscono per dovere ed in silenzio offese di ogni genere, contro anche le proprie famiglie per uno stipendio che non supera i 1300 euro al mese. Se poi vogliamo sprofondare nell'oblio del perbenismo credo sia doveroso toccare il tema dell'omofobia. In Italia non è più permesso essere omofobi. PREMESSA: omofobia è l'avversione che si prova nei confronti del genere. Alcuni erroneamente la definiscono "ODIO", ma non si sta parlando di odio. Si parla di antipatia. E, signori, le antipatie sono legate al genere umano come il sangue e l'acqua. In italia non è, quindi, permessa l'antipatia nei confronti degli omosessuali. Proprio sabato scorso abbiamo tutti appreso la notizia del ragazzo che si è suicidato a Roma, gettandosi dall'undicesimo piano di un palazzo. Le sue ultime parole sono state "nessuno capisce il mio dramma". E' un gesto che lascia riflettere su molte cose, prima tra tutti, che forse le persone omosessuali si sentono differenti, cosa sbagliata, perché loro per primi dovrebbero sentirsi a posto con la propria coscienza e con le proprie volontà se è quello che desiderano. A vergongarsi dovrebbero essere i drogati, gli assassini, gli strupratori, non chi ha un orientamento sessuale che diverge dall'idea comune. Pensando di essere diversi si comportano come quelli che li indicano per ciò che hanno scelto di essere. Ultimo tra tutti, vorrei tirare in ballo un discorso di cui poco si parla e quando se ne parla mi fa sempre più male, ovvero il fatto che un carcerato ha la possibilità di lavorare quando invece un ragazzo, giovane, volenteroso, magari anche laureato, in Italia fatica a trovare anche la più semplice delle occupazioni. Prendo l'esempio di un noto ergastolano a cui lo Stato e ripeto LO STATO ITALIANO ha trovato un posto di lavoro in una ricevitoria a Milano, mentre io, che ero militare, ho partecipato ad un concorso STATALE (vincendolo pure) e, alla fine dell'iter concorsuale, sono stati dimezzati i posti (il che è un vero e proprio scandalo!!) e sono stato pure rimandatoa casa con un "grazie e arrivederci". Ora ditemi voi se non siamo diventati il Paese del falso perbenismo......

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