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Paradossi pisani

Lettore di Libero da sempre, vivendo in prossimità di Pisa – quindi in zona rossa che più rossa non si può – ho dovuto rassegnarmi a qualche piccolo sacrificio, tipo il giornale tutto spiegazzato con regolarità sconcertante (causa il confezionamento, mi venne detto, ma strano assai che in fondo al pacco ci capiti sempre Libero…) o ad accorgimenti tipo non lasciare mai in macchina il giornale col frontespizio leggibile (a scanso di possibili spregi alla macchina stessa). Altro motivo di lamentela è il fatto ricorrente di non poter acquistare mai – e sottolineo mai – le pubblicazioni che correntemente Libero diffonde e commercializza col giornale, al punto che sono costretto pressoché sempre a rivolgermi direttamente all’editoriale. Tant’è, ciò non mi ha certo indotto a cambiare letture… Le risposte del mio edicolante alle relative lamentele rimandavano sempre al distributore di zona, al quale veniva quindi dirottata la mia ostilità, per cui provai a suggerirgli di cambiarlo, ma mi venne risposto che esiste un "patto di zona" che obbliga il mio edicolante a servirsi di quel particolare distributore. A quel punto, non del tutto convinto da una motivazione del genere, preferii lasciar perdere ma ieri, leggendo in Internet una notizia riportata da un giornale online locale, mi è capitata sott’occhio una notizia che ha del paradossale e che una volta ricevuta la conferma che il protagonista, come sospettavo, era lo stesso distributore che rifornisce il mio edicolante, mi ha restituito la fiducia nei confronti di quest’ultimo facendo, nel contempo, vieppiù aumentare la mia ostilità nei confronti di questo famigerato distributore. Non solo: questa mattina il mio edicolante, al quale ho fatto leggere la notizia che avevo scaricato e stampato, mi ha riferito di una sua disavventura altrettanto paradossale capitatagli col distributore di che trattasi al quale, alcuni mesi fa, aveva saldato con un assegno bancario l’importo spettante. Avendolo smarrito, il distributore pretese un nuovo assegno che l’edicolante, naturalmente, non intendeva rilasciare prima di conoscere l’esito del precedente, ma a quel punto il primo sospese la distribuzione dei quotidiani fino a quando non ottenne quanto richiesto. La prima osservazione che mi è venuto spontaneo esprimere a questo racconto è stata quella di insistere sul cambio del distributore ma mi è stato risposto che ciò è assolutamente impossibile in quanto questo fantomatico "patto di zona" obbliga ogni edicola a servirsi solo ed esclusivamente di quel determinato distributore. Stante quanto sopra e in attesa di vedere se le iniziative intraprese dagli amministratori locali, che pare si siano attivati, portino ad un qualche risultato, mi chiedevo se il mio giornale – indubbiamente più autorevole di loro – sia in grado di intraprendere una qualche altra iniziativa (richieste ufficiali riportate sui giornali od altro) atte a sanare una situazione del genere. La notizia letta in Internet è reperibile a questo link: http://www.pisatoday.it/cronaca/sospensione-fornitura-giornali-edicola-vecchiano.html Nell’accingermi a chiamare il numero verde 800-984824, onde poter finalmente ottenere il dvd di Giuseppe Verdi, invio un cordiale saluto.

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