Cerca

TV e democrazia da stadio

Mi è sempre piaciuto seguire in televisione i programmi di approfondimento politico, ma ora non ne posso più. Su dieci programmi di questo genere che sono trasmessi nelle nostre televisioni (pubbliche e commerciali) solo uno o forse due sono equilibrati e di vero approfondimento. Un altro paio sono decisamente di parte e potrebbero essere anche interessanti se non che non c'è scelta perché sono sempre tutti della stessa parte. I rimanenti sei, o sette, programmi sono roba da curva ultrà, pornografia politica. Questi programmi si spacciano per democratici dove tutti possono parlare e più o meno sono strutturati allo stesso modo. Il conduttore del programma, che non è un moderatore ma un fomentatore (spesso un fomentatore passivo perché così è democratico), concede la parola ad uno degli invitati -la vittima sacrificale- che espone una tesi e può anche succedere che il conduttore mostri filmati, sondaggi e tabelle a favore di questa tesi. Poi la parola viene data agli altri invitati che con toni accesi confutano e ridicolizzano, tra gli applausi del pubblico, la tesi della vittima sacrificale. Segue il parere dell'intellettuale o luminare ospite fisso del programma che elargisce la "verità" assestando il colpo di grazia alla vittima sacrificale. A volte viene anche data la parola alla vittima ormai sacrificata la quale, tra i fischi del pubblico che il conduttore non riesce a moderare, prova invano difendersi. A questo punto il programma finisce o, dulcis in fundo, entra in scena il giullare di corte che è bravo a fare il suo mestiere ed ha il compito di oltraggiare il cadavere della vittima, ovviamente tra le risate del pubblico. In questa mia descrizione mi sono lasciato un po' prendere la mano ed ho sicuramente accentuato i toni e lo schema di questi programmi ma, ahimè, non mi sono discostato molto dalla realtà. La stragrande maggioranza dei programmi di approfondimento politico di La 7 e RAI3 segue questo schema ed è vergognosa. Siamo in piena decadenza e la nostra è una democrazia da stadio dove gli elettori, quando decidono di andare allo stadio, sono costretti a fare i tifosi. Anche gli arbitri sono ormai di parte e la partita è sempre meno interessante. Peccato che la posta in gioco sia importante. Ho tre figli piccoli e spero che possano vedere un'Italia diversa. Io oggi non vedo la luce in fondo al tunnel della decadenza dove da troppo tempo siamo di casa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog