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A proprosito di solidarieta'

Caro direttore Le scrivo, perche' da quel che posso giudicare Lei e' una persona equilibrata e nei limiti, sensibile alle disgrazie altrui. Non ho piu' parole per esprimere il mio disgusto nei confronti dell'immobilismo di questa politica, da quando abbiamo votato non c'e' un barlume di miglioramento. Dire che sono arrabiatta con tutti questi politici che si stanno solo facendo gli affari propri, e non solo proteggono i loro priviglegi, ma li stanno aumentando, non dico nulla di nuovo che le tasse continuano ad aumentare ma il debito pubblico sta aumentando di conseguenza. Ma il ministro che piu' mi fa arrabbiare e' il mistro Kyenge, che da quando e' stata nominata ministro, oltre ad aver acquisito senza nessuna remora le brutte abitudini della casta, sta sbandierando il Suo impegno e la Sua solidarieta' nei confronti solo ed esclusivamente degli stranieri meritevoli o immeritevoli che siano. Questo ministro e' del tutto irriconoscente nei confronti di chi Le sta pagando lo stipendio, e con i Suoi proclami ci sta mettendo uleriormente in ginocchio, per quanto gia' non lo fossimo. Ebbene io vorrei portare a conoscenza un problema grave che sta accadendo ad un ragazzo di 17 anni che frequenta il Liceo Scientifico Carlo Alberto di Novara (Piemonte); questo ragazzo a causa di non ben precisati problemi economici che stanno colpendo la Sua famiglia, ha deciso di lasciare la scuola e di andare a cersarsi un lavoro. Punto questa notizia, appresa in questi giorni mi sta facendo soffire moltissimo, perche' io ancora prima della Sua eta' ho dovuto fare la stessa cosa, a causa di due genitori sconsiderati ed approfittatori. Anche se sono riuscita, tra tanti sacrifici, ad arrivare alla maturita', ho dovuto abbandonare qualsiasi velleita' universitaria, per andare a lavorare e farmi strappare letteralmente lo stipendio da quei sfruttatori che si chiamano genitori. Se fossi ricca metterei a disposizione le mie ricchezze, ma, purtroppo non lo sono, vivo del mio lavoro, ma posso contribuire e chiedo ad altri di aiutarmi ad aiutare questo ragazzo, compagno di mio figlio. Non posso credere che in questa Italia di falsa solidarieta' e sperchi non si possano trovare di fondi per aiutare una ragazzo a caompletare i propri studi. Solo se si provano queste cose, si puo' capire, l'amarezza e la rabbia ti riempiono e nello stesso tempo ti lasciano un vuoto tale, da pregiudicare la vita futura per sempre. Non c'e' nessuno che abbia una coscienza, che capisca che prima di sbandierare certe idee, bisogna mettere gli tialiani, in condizione di fruire di fondamentali diritti che ora sono in forse, ed il diritto allo studio forse e' il piu' importante; la cultura e' civilta'.

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