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Al giorno d'oggi, se non ti aggreghi sei morto. Se sei uno Stato e non fai parte di una macroregione con un mercato interno di almeno 200 milioni di anime, non conti nulla. Se poi hai anche una moneta unica, è meglio. Un allargamento a Est, Turchia compresa, che ultimamente sta corteggiando la Grecia su questo argomento, per noi sarebbe l'ideale. Inoltre, sono tutti Paesi giovani e in via di sviluppo ma proprio per questo anche in crescita, e noi potremmo guidarli e aiutarli in questo percorso. Senza dimenticare la prospettiva di un futuro allargamento sull'altra sponda del Mediterraneo. Rifletto su questo perché un mercato, qualsiasi mercato, deve valere sempre più della sua moneta; altrimenti alla lunga si sfascia. Cosi come sarà inevitabile per quello dell'area Euro, nel quale la moneta vale ormai molto più del suo intero mercato. Il tutto a favore dei tedeschi, in particolare, in combutta con i francesi, ai quali malgrado le loro illusioni secondo me i tedeschi lasceranno solo gli scarti. Diciamo le cose come stanno. Inoltre, la competitività complessiva tra stati che fanno parte dello stesso mercato può essere misurata in modo equo solo a parità di pressione fiscale, altrimenti col cavolo si può definire equa. In più, la competitività di uno Stato avanzato, e che esporta soprattutto nelle società avanzate, com'é l'Italia, oggi si misura in termini di qualità e contenuto tecnologico dei suoi prodotti; non nel costo, che nel suo ambito rimane comunque competitivo. Infatti, non per niente anche quest'anno il nostro export è in forte crescita. Anzi, è proprio quello che sta tenendo in piedi tutta la nostra baracca; che con questa politica, questa burocrazia e questa pressione fiscale potrebbe sembrare davvero un miracolo e invece è appunto solo frutto di una maggiore qualità e contenuto tecnologico del nostro inimitabile Made in Italy. Però, al giorno d'oggi, malgrado il nostro fortissimo export e perfino un rientro in possesso della nostra piena sovranità, financo monetaria, da soli non si va da nessuna parte. Le macro-aggregazioni dei mercati territoriali sono ormai indispensabili. Solo che se restiamo in questo mercato unico cosi fortemente germano-centrico, contrapposto al superiore valore assoluto di questa moneta sui mercati finanziari mondiali, per noi è la fine. Ci siamo indeboliti, e continueremo a indebolirci progressivamente fino al definitivo crack se non reagiamo in modo deciso... e se serve anche veemente. Ma la reazione dev'essere ora, non inseguendo i tempi della burocrazia a trazione tedesca delle istituzioni europee: sulle quali ha speculato e continua a speculare la Germania per acquisire e accumulare vantaggio su tutte le altre economie dell'area Euro; che ha messo e mette sotto pressione finanziaria, attaccandoli sui loro debiti sovrani, tutti i paesi dell'area Euro impedendogli di intervenire a supporto della ripresa dei loro sistemi produttivi e della loro domanda interna. Fino a indebolirli cosi tanto da poterli finalmente e definitivamente acquisire per un tozzo di pane. Sostanzialmente, la loro definitiva realizzazione di un'edizione diversa dell'agognato terzo reich... con altri mezzi. Che vogliamo fare, dunque? Ci consegniamo a loro per assicurarci almeno quel tozzo di pane, o lottiamo con intelligenza strategica per la nostra attuale libertà e quella dei nostri figli in futuro. Competere liberi o vivacchiare sottomessi, questa è la domanda...

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