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Più che una lettera è una segnalazione aò direttore

Egregio Direttote, vorrei sottoporre e segnalare alcuni fatti inerenti la gestione di finanziamenti, in parte destinati alla cultura, gestiti negli ultimi anni dalla Regione Puglia e in particolare da un giovane ex dirigente (nominato direttamente dal governatore Vendola), il quale gestendo una parte considerevole di quei finanziamenti, denomnanati “Bollenti Spiriti” e “Principi attivi”, ha fatto cadere a pioggia milioni di euro. Senza una reale pianificazione in termini di ritorno occupazionale per i giovani e per i residenti disoccupati, coloro i quali hanno beneficiato di tali finanziamenti regionali nel giro di un anno (nei casi più vituosi) avendo esaurito il fondo concesso dalla Regione Puglia hanno dovuto chiudere l'impresa messa su con soldi pubblici. Esistono progetti riusciti, sia chiaro, ma la maggior parte dei finanziamenti non è durato che pochi mesi (il tempo di esaurie i soldi presi dal publico). Inoltre a Terlizzi, paese natale e di residenza di Nichi Vendola, sono arrivati centianaia di migliaia di euro a persone vicine all'area di SEL. Lo stesso dirigente regionale, dopo essersi fatto finanaziare (non lui personalemente, ma sua moglie) un progetto di gestione di una masseria nella Valle D'Itria si è dimesso dalla carica dirigenziale e svolge funzioni politiche nel direttivo di Sel. A Terlizzi, un caso emblematico è l'operazione Mat ovvero un contenitore culturale che è costato alle casse regionali e soprattutto comunali circa mezzo milione di euro. Il progetto Mat, nato circa nel 2008-09, quando al governo cittadino c'era una Giunta retta da Pd, Sel e liste civiche, sin da subito è sembrata destinata a foraggiare alcuni uomini di cultura vicini a Sel e nelle grazie del dirigente di cui sopra. Ad oggi non si conosce il motivo per cui sono stati annulati alcuni bandi per la gestione del contenitore arrivando solo dopo alcuni aggiustamenti al bando ufficiale che poi è stato vinto dalla cordata vicina a Sel (lo dimostra la presenza in cartellone in feste di Sel). In più, non si capisce perché il Comune di Terlizzi si è fatto carico di alcune spese di attrezzaggio del contenitore (175'000 euro) che invece da bando sarebbero state a carico dei gestori. Questo enorme investimento pubblico, per una realtà non ricca, ad oggi non ha creato un solo posto di lavoro, anzi i gestori dell'ex-mattatoio comunale di quarant'anni di media (professionisti e occupati nel campo delle arti) dimostrano una chiara propensione a fare impresa (utile) con soldi pubblici. Queste sono solo alcuni particolari (gravi) di come la dirigenza regionale pugliese ha operato sul territorio. Sono pronto a fornire altri elementi di riflessione interessanti. In chiusura, vorrei precisare che chi scrive è un cittadino terlizzese che paga regolarmente le tasse e da persona che crede nella cultura e nella capacità che essa ha di cambiare in meglio la vita degli uomini e di una comunità, da individuo che immagina un futuro in cui siano l'onestà e il rispetto per l'alterità, il merito e il lavoro, la solidarietà e la realizzazione dei sogni di ciascuno i pilastri su cui costruire una nuova visione dello stare insieme. In un contesto locale in cui i bambini non hanno un parco giochi pubblico (si venga a ferificare), gli anziani non sanno nemmeno cosa sia un centro di ricreazione, in cui i disoccupati aumentano di giorno in giorno, creare un centro esclusivo per l'intelligencija locale che naturalmente non fa nulla (ad ora) per le classi più svantaggiate, mi sembra un lusso per pochi eletti e non un bene per tutti. Distinti saluti, un cittadino indignato

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