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Imprenditori in difficoltà

Buongiorno, scrivo da Pescara. Leggo continuamente, negli ultimi tempi, casi in cui i piccoli imprenditori e/o amministratori di società sono sottoposti a sequestro per equivalente di beni personali per reato di omissione versamenti IVA per importi superiori a 50.000 euro. Tali omissioni costituiscono, per la normativa attuale, dei veri e propri reati penali. In un periodo di crisi globale, che attanaglia soprattutto le piccole imprese, sarebbe opportuno distinguere tra i “veri evasori” e coloro che effettivamente non ce la fanno a pagare (perché magari non hanno incassato) e spero che la Delega Fiscale riesca a sistemare la materia. Nel frattempo, però, passerà un altro anno per la sua approvazione e per i relativi decreti legislativi e la situazione sarà sempre peggiore. Ecco perché la politica dovrebbe lanciare forti segnali alle autorità competenti(Agenzia delle Entrate, Tribunali, Cassazione, che spesso non tengono conto e abusano delle difficoltà altrui), per andare incontro a coloro che, pur volendo continuare la propria attività con impegno e passione, sono costretti a chiudere battenti. Chi è in difficoltà, se non ha tenuto comportamenti fraudolenti e simulatori, va aiutato subito e non messo in prigione. La ringrazio tantissimo e spero tanto in una Sua risposta.

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