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PER IL PAPA "MORTI DI SERIE A" E "MORTI DI SERIE B"?

Gentile Direttore, sono indotto a pensare che i giornalisti, ormai spesso ridotti a gregge che si muove inseguendo un "politicamente corretto" in avanzata fase di globalizzazione, ci restituiscano un'immagine caricaturale del nuovo Papa. E' difficile pensare che Francesco sia davvero così a senso unico da dare importanza nettamente diversa a grandi tragedie umane, a seconda che queste riguardino il gruppo di persone A piuttosto che il gruppo di persone B. E' triste dover fare paragoni tra morti, ma, nella rappresentazione mediatica che per giorni ci è stata proposta dai professionisti della comunicazione, è quasi inevitabile che i morti di Lampedusa ci appaiano come i morti "di serie A", dei quali il Papa si interessa, mentre molto minor interesse sembrerebbero suscitare i cristiani che ogni giorno vengono martirizzati e trucidati in giro per il mondo, i quali ultimi verrebbero implicitamente considerati come morti "di serie B", per i quali i riflettori non si accendono mai. Credo che sia un grosso torto al nuovo Pontefice dare di lui questa rappresentazione che lo metterebbe sullo stesso piano dei nostri politici, ben avvezzi invece a distinguere tra "serie A" e "serie B". Credo che i giornalisti dovrebbero fare un esame di coscienza, esercitare di più il proprio senso critico e cercare di non diventare gregge a tutti i costi. Ci restituiscano l'immagine di un Papa che non si disinteressa dei martiri cristiani e che difende la cristianità nel mondo contro chi ne ha programmato e pianificato la totale eradicazione. Con i più cordiali saluti.

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