Cerca

Lettera Aperta a Corrado Sforza Fogliani – 07/11/2013

Mi è capitato questa mattina di ascoltare al programma televisivo “La Telefonata” di Maurizio Belpietro, l’intervento di Corrado Sforza Fogliani, già Presidente confederale di Confedilizia. Nell’intervento si è stigmatizzato l’impotenza dello Stato sulla riorganizzazione di Enti Locali quali Comuni Provincie e Regioni poiché gli “sperperi” di denaro pubblico avvengono proprio da questi ultimi apparati. Alla fine della trasmissione mattutina, lo stesso Presidente Confederale, ha convintamente affermato che l’imposizione fiscale IMU sugli immobili, oltre a non rispecchiare un tributo direttamente rivolto ai servizi offerti sui territori dagli Enti Locali, rischia di divenire un balzello insostenibile per proprietari ed imprenditori poichè tale imposizione rischia di disperdersi nei meandri degli “sprechi” degli Enti Pubblici Locali senza che questi ultimi si attrezzino al fine di migliorare servizi ed accorciare i tempi necessari ad ottenere permessi ed autorizzazioni edilizie. Per l’ennesima volta si accusa l’ultimo baluardo dello Stato a contatto con i cittadini e le proprie esigenze, di essere la parte “malsana” del sistema Amministrativo Nazionale essendo la fonte dello spreco della spesa pubblica. Bè, caro Presidente, non mi sembra che i termini del problema stiano come Lei stamani ha riportato. Ma analizziamo cosa è accaduto in questi due anni presso uno dei tanti Enti che vengono additati come fonti di sperpero di denaro pubblico: il Comune di Montecreto, di cui sono Sindaco dal Giugno 2009, è un piccolo Ente Locale e conta poco meno di 1000 residenti ed il bilancio si basa per lo più da introiti derivanti dalle tassazioni locali così come indicato dalle norme attuali, nonostante si possa anche contare su introiti di bilancio consistenti, determinati da interventi “imprenditoriali” effettuati nel 2010/2011 e che oggi sono di supporto al tanto agognato pareggio di bilancio. IMU al 9,8 per mille, addizzionale IRPEF allo 0,1 per mille, copertura data integralmente al servizio raccolta rifiuti e tasso di indebitamento inferiore ai parametri di legge dettati dalle norme Nazionali attualmente vigenti. Per non dire poi dei dipendenti: 1 segretario Comunale condiviso in convenzione con altri due Comuni, 8 unità tra operai ed amministrativi, 1 unità impiegata nel campo del sociale ed 1 vigile urbano in convenzione con un altri Enti limitrofi. Insomma, una piccola Comunità ma tutto sommato sana che cerca di dare risposte ai propri cittadini tra miriadi di problemi: area montana e disagiata orograficamente di 31 Kmq di superficie, una popolazione residente con un’età media che per oltre il 30 per cento è rappresentata da ultra sessantacinquenni ed una densità abitativa di poco inferiore ai 32 abitanti per kmq. Detto questo arriviamo all’obbiezione che intendo muovere, che per lo più è rappresentato dai gettiti IMU che da quest’anno sono notevolmente aumentati rispetto agli anni precedenti per le casse Comunali, ma l’intervistato omette di rendere noto un dato fondamentale sulla vicenda IMU: da quest’anno infatti tutto viene rimodulato per gli Enti Pubblici periferici, che subiranno tagli sui trasferimenti che sino a qualche anno fa lo Stato garantiva e che oggi non elargisce più. Entrando nello specifico dal 2013 il Piccolo Comune di Montecreto subirà un taglio totale sui trasferimenti dello Stato di una cifra pari a 238.000 €, a cui vanno sommati il trasferimento che il Comune stesso dovrà garantire di parte del gettito IMU 2013 e che corrisponderà a saldo della seconda rata a circa 240.000 €. Ma non è finita qui: a queste due considerevoli cifre va sommata la quota direttamente introitata dallo Stato con il balzello dei 30 centesimi di € sulle aree complessive assoggettate a TARES che sempre colpiscono gli edifici ad uso abitativo e ad uso produttivo; tale balzello corrisponderà ad ulteriori 57.000 € che i cittadini di questo Comune elargiranno a totale beneficio delle casse dello Stato. Tiriamo allora le somme: la piccola Comunità che rappresento devolverà quest’anno nelle casse dello Stato ben 535.000 €! Così come devolveranno per loro quota dovuta i quasi 8.100 Comuni presenti sul territorio Nazionale. Altro che sperperi caro presidente Sforza Fogliani: i Comuni, tutti, si sono trasformati in due anni da Enti supportati dallo Stato Centrale ad Enti che supportano lo Stato Centrale, divenendo di fatto un mero esattore anche per conto dello Stato che potrà fruire dei necessari controlli sulle somme versate dai cittadini direttamente dal personale dedicato alla riscossione dei tributi locali. Questo è il reale meccanismo messo in opera in questi ultimi mesi e che rischia di mettere in ginocchio famiglie ed imprese locali che garantiscono la sopravvivenza anche dei tessuti sociali più semplici e delocalizzati rispetto ai grandi centri urbani. Basti pensare come, nell’ipotesi della cessazione durevole nel tempo di ogni trasferimento annuale da parte dello Stato e lasciando inalterato il gettito dell’IMU agli Enti Locali senza trasferimenti nelle casse centrali, il mio piccolo Comune potrebbe abbattere l’aliquota IMU di quasi 3 punti percentuali! E questo non potrebbe voler dire ridare ossigeno vitale ai consumi interni e rivitalizzare imprese, artigiani e commercianti disseminati sul suolo Nazionale? E non vorrebbe dire finalmente “premiare” gli Enti virtuosi penalizzando quelli che virtuosi non sono, rendendo concreto così l’abbattimento di una parte del debito pubblico? Il Sindaco di Montecreto, Cadegiani Maurizio

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog