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Il caso Cancellieri

Gentile Direttore, le scrive in merito al caso del Ministro della Giustizia Dottoressa Cancellieri, la quale a mio avviso ha fatto benissimo ad interessarsi del caso della detenuta che doveva essere scarcerata per ovvi motivi di salute. Quello che però intendo dire è che non sempre il Ministro e così solerte nell'interessarsi delle problematiche carcerarie. Personalmente le posso dire che i detenuti di Parma ( dove è recluso mio marito) hanno sollecitato varie Istituzioni, tra le quali appunto il Ministro di giustizia, sottolineando la criticità di un carcere che è quasi al collasso, infatti, a Parma è annesso il C.D.T., accade però che la stragrande maggioranza di detenuti malati vengono inseriti nella normale casa di reclusione; si crea così una situazione paradossale in cui i detenuti sani sono costretti a vivere in uno pseudo-ospedale e i detenuti malati, di contro, non ricevono cure e assistenza adeguata ,perchè, non vengono allocati al C.D.T. e si pensi che ci sono detenuti anche molto gravi. Ho voluto rappresentarle questa situazione, per dire che parlare di umanità di fronte a delle realtà carcerarie sconvolgenti, appare una beffa per tutti quei detenuti, comuni mortali, che non hanno amici e parenti al potere. Distinti saluti Giordano Stefania

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