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Olio ed Arte mettiamoli da parte

Penso che Arte ed Olio Extravergine di Oliva siano due prodotti di punta e autentici che salveranno l'economia italiana (in barba all’edilizia, alla meccanica e alla finanza, che sono morte ), nel nome del comune denominatore dell' Incoming turistico e professionale. In entrambi i casi il problema è fino ad ora, ed è tutt'ora, la nostra ignoranza ( che in tanti casi ci sta dando la qualità finale che meritiamo), aggravata dalla costante disinformazione esercitata dalla critica, nel primo caso, e dai produttori di impianti con metodo a ciclo continuo, nel secondo, con seguito di giornalisti gastronomici, chef stellati e politicanti tutti prezzolati. Ma qualcosa si sta muovendo, c’è voglia di superare la confusione, il disorientamento....nel segno dei metodi tradizionali. Bisogna solo avere il coraggio di rispondere bene e con competenza alle FAQ su entrambi i settori, cosa che non avviene certo in certi musei, gallerie, riviste cosiddette specializzate, o in certi frantoi a centrifuga durante le visite presunte informative. Non si può importare turismo artistico se non si hanno le locations idonee, attraenti ( detesto il termine "Museo" che somiglia a Mausoleo, in Italia in particolare ); non si può vendere l'EVOO ( Extra Virgin Olive Oil )se non si ha il frantoio con metodo tradizionale e la Country House annessa agli uliveti di proprietà. Chi lavora in nome della qualità superiore verrà premiato, e premierà questa povera scalcinata e imbroglioncella nazione.

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