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Andrea e Ebrei Ribellatevi

Caro Direttore, al signor Andrea consiglio l'utilizzo dell'elasticità mentale invece della rigidità indirizzata soltanto verso una sola direzione. Questa è gente che non vede l'ora che Berlusconi dica qualcosa per attaccarlo. Certo, lo sappiamo, Berlusconi farebbe meglio a fare attenzione quando parla. Dovrebbe tenere presente un proverbio della Bibbia che recita che "ci si pente più di quel che si dice che di quel che non si dice". Inoltre, non tutti sono in grado di comprendere quanto una persona afferma. Questo in relazione alla cultura, all'educazione, al grado intellettivo, alla sensibilità, etc. etc. Io però ho compreso diversamente nelle parole di Berlusconi (ammesso che siano vere) il suo stato d'animo. Egli, probabilmente, paragonando i propri figli agli Ebrei perseguitati ha voluto esprimere non tanto lo stato di vita quanto il loro travaglio dei sentimenti per la continua persecuzione che colpisce il loro padre. Forse l'iperbole è esagerata. Ma nello stato d'animo degli altri è difficile mettercisi. Io vengo da una famiglia di Ebrei perseguitati ma non mi sono sentito offeso dalle parole di Berlusconi come invece vorrebbe Andrea. Anche la mia famiglia viveva nel lusso ma era comunque perseguitata dai Nazisti e anche dagli Italiani che tramite il Duce a questi si erano affiliati. Poveri o ricchi non fa nessuna differenza essere perseguitati. E adesso, spero non si offenda Andrea (e non è mia intenzione farlo) che, mi pare di centro-sinistra, se affermo che anch'io mi sento un po perseguitato per il fatto di vivere in un Paese dove la fanno da padrone i partiti, i media e i sindacati appartenenti all'area di centro-sinistra. A mio parere sono questi che in tutti questi anni hanno messo sempre i bastoni fra le ruote per una crescita sana del nostro Paese. Un cordiale saluto, Walter

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