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Tanto rumore per nulla...dal Salotto di Bartolo Fontana

Il “nulla” sta per qualcosa di noto, fin troppo. Baby squillo col tariffario e Paolini, disturbatore televisivo che, questa volta, “disturba” dei minorenni. Le “baby squillo” non esistono solo a Roma in quel benestante quartiere chiamato Parioli bensì a Milano, Firenze, Padova, Napoli, Bari, Catania…ovunque! La cosa drammatica è che questa realtà non sia recente. Poi, Paolini…un povero depravato reso famoso dalle sue note irruzioni mentre i giornalisti televisivi cercavano di mandare in onda il proprio lavoro. Mitico quel calcio di Paolo Frajese al “depravato”. Sarebbe stato sufficiente andare sul sito di questo “personaggio”, visto che lo pubblicizzava in diretta continuamente durante le sue incursioni, per capire la tipologia, anzi la patologia. I giornali, con consueta morbosità, descrivono i vari passaggi, dall’offerta al tipo di prestazione, una forma di scrittura voyeuristica sulla quale bisognerebbe riflettere seriamente. La notizia nella notizia, lo scandalo nello scandalo, la morbosità dietro il proibito, la perversione che si avvicina lasciva all’ignaro lettore rendendolo inerme, nudo. Ancora. Ma è una forma di nudo diversa, qualcosa che pone lo spettatore tra un fatto sporco e spiare, togliendogli la capacità di discernere. Plagio, manipolazione mentale? Semplice morbosità che non sempre fa rima con curiosità. La morbosità, si sa, deforma o travisa un avvenimento fino a condurre a una mancanza di equilibrio nel comportamento. In sostanza: dov’è in questo caso la notizia? Qualcuno potrebbe spiegare il perché anziché il come? Senza di ciò si è fatto e si continuerà a fare “tanto rumore per nulla”. E quel che è peggio: poveri guardoni.

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