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A SPROPOSITO DELLA CANCELLIERI.

Quando entrò nel governo Monti, mi sentii in dovere di scrivere; finalmente un tecnico capace. Purtroppo, oggi, dopo quei suoi atteggiamenti poco edificanti, almeno per me, sento il dovere di scrivere: Sono cresciuto a pane, “Il Cuore”, “la Capanna dello Zio Tom” e tanti doveri. Ascoltare le sue affermazioni mi ha fatto venire la mosca al naso. E penso di non essere il solo a pensarlo. La mia generazione che credeva e crede, purtroppo, ancora nei motti, nei proverbi e negli antichi aforismi, in altre parole considera, tra l’altro, molto elevato quel pensiero di Timoteo espresso nella sua seconda lettera: :“Bonum certamen certavi, cursus consumavi, fidem servavi”, al quale ne ho aggiunto altri, senz’altro meno profondi ma altrettanto validi, vivendo oggi quello che succede quotidianamente, non so come fare a “certavi, consumavi” ma soprattutto a “fidem servavi”, senza dimenticare che più che nella polvere siamo nella melma, nel fango, per non usare termini volgari, senza bisogno della cosi detta macchina che lo fabbrica. In ogni modo, rispetto chi pensa diversamente sulla Cancellieri.

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