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egregio presidente

Cerea 13. 11 . 2013 Egregio presidente, qualche giorno fa ho visto un film che trattava la storia dello schiavismo nell’America del sud e questo oltre che a farmi rabbrividire mi ha fatto pensare molto alle analogie che esistono con l’attuale momento storico, politico ed economico dell’Italia. Ad esempio vedo che molti politici, quasi tutti, negli ultimi anni hanno fatto delle cose che rispecchiano la teoria dello schiavismo, con la medesima sottigliezza, arroganza e certezza di essere dalla parte della ragione, hanno costruito delle leggi con tutti i suoi artifizi che li rendono inattaccabili per tutte le cose obbrobriose che fanno, in poche parole loro sono gli schiavisti che tengono a catena un popolo senza speranze, senza denaro, senza dignità compensandolo con dolori e briciole di pane e loro, …… loro si gonfiano di ricchezze, privilegi, garanzie legalmente perché questo dice la legge “ loro lo possono fare “ peccato che quella legge l’hanno scritta loro. Mi chiedo quando mai un politico sia stato condannato ed abbia pagato ( in vil denaro o con il carcere ) per reati connessi alla sua incapacità o peggio alla sua disonestà, credo al contrario che molti di questi personaggi siano diventati ricchi, rispettati e riveriti ( si sa che il denaro cambia anche le opinioni) ma la cosa che ripeto fa più male e che non solo il popolo deve subire e vedere tutto questo ma deve anche sentirsi come gli schiavi accusato di evadere, proprio come quando gli schiavi fuggivano, rintracciabile, sempre come gli schiavi marchiati ed incatenati, e pronto a qualsiasi sacrificio in nome di una democrazia che non esiste più e sempre come gli schiavi pronti alla morte per gli scopi dei padroni. Ma dove vivono questi politici ? questo e quello che ci chiediamo noi quattro amici al tavolino di un bar, hanno distrutto tutto il tessuto economico Italiano, hanno sconquassato le casse erariali, hanno operato disonestamente, hanno creato le loro ricchezze( stipendi ), le loro garanzie ( pensioni ) i loro privilegi ( in condannabilità ) hanno ucciso i valori della patria, perché oggi nessuno ci crede più, hanno tagliato i costi, si i costi per mantenere una dignità nella vita delle persone comuni, mi dica come può una persona comune mantenersi con uno stipendio ( se c’è ) di 1.000 € al mese se poi ha famiglia è finita. Come può un pensionato vivere con poco più di 500€ al mese, come può questa gente pagare l’IVA del 22% sulle prestazioni, sui consumi o sugli acquisti, come può questa gente curarsi, ecco si qua sta il taglio ai costi questa gente muore, ecco fatto tagliato meno assistenza, meno pensioni, meno problemi. Ma voi caro presidente parlate continuamente di unità d’Italia, ma per favore spiegatemi bene quale Italia perché forse voi intendente quella Italia, dove l’attuale corruzione, malaffare, erano invece valori di un popolo che aveva lottato per la libertà, dove il concetto del buon padre di famiglia era radicato in ogni Italiano e dove gente che faceva politica credeva di essere stato scelto per una missione e lavorava per il popolo, dove il politico era destinato a diventare uno statista amato, stimato e ben voluto. Non credete sia arrivato il momento di cambiare, di non nascondersi più dietro ad uno stuzzicadenti, ci vuole coraggio come allora, questa Italia ce la può fare, ma non con questa politica o meglio con queste persone ….. stipendi indecorosi, pensione rubate, privilegi inammissibili ….. si può fare politica anche senza tutte queste cose, il loro mandato, che ci chiedono frequentemente deve avere un valore, deve considerarsi un lavoro ed un lavoro deve essere retribuito in maniera dignitosa come altri lavori con un tetto base accettabile, umano. Come fa signor Presidente andare in mezzo alla gente ha parlare di questa Italia piena di vizi, forse non si è accorto che sta parlando sempre alle stesse persone, quelle persone già con piccoli privilegi che si guarderanno bene dal cambiare, i giovani i lavoratori ( tutti ) se ne stanno andando, delusi da chi doveva essere un punto d’appoggio un punto di riferimento, stiamo regalando il nostro risorgimento, la nostra resistenza a chi gliela abbiamo strappata con la forza e la morte dei nostri Italiani, stiamo andando a lavorare in Germania, in Austria, in Slovenia perché alla fine questi stati ci danno dignità. In tutte le comunità sia di lavoro privato che nelle famiglie quando c’è qualche cosa che non va si cerca di rimediare subito, stringendo i denti e ricostruendo la condizione migliore, perché in questo stato non si può, perché i tempi sono lunghi tanto da portare alla distruzione, perché voi politici non riuscite a ripulire una casa sporca. Non chiedetevi più perché le persone di buona volontà se ne sono andate, perché le aziende vere quelle che credono nel lavoro hanno chiuso o se ne sono andate, perché la politica non interessa più le persone moderate, di buon senso, obbiettive. Abolite la legge dello schiavismo, siamo in ritardo di quasi 200 anni rispetto l’America di Lincoln, non aspettate una rivoluzione Francese, non uccidete un popolo.

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