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Lettera di stupore e indignazione? Mhmm...

Egr. Direttore Belpietro, ognuno ha il sacrosanto diritto di indignarsi, purché lo faccia a ragion veduta, altrimenti l'indignazione è inutile,fuori luogo o male indirizzata. Un lettore del giornale si è trovato in un luogo pubblico (ristorante?) dove un ministro del governo, senza minimamente preoccuparsi del luogo in cui si trovava (emulo di certi magistrati?), ha utilizzato un becero linguaggio contro Silvio Berlusconi e la sua compagna. Punto primo, da parte di un ministro un tale comportamento è come minimo censurabile e inequivocabilmente va a qualificare il soggetto. Secondo, chi suo malgrado si è trovato ad ascoltare le scempiaggini (non le ha carpite) ha fatto bene a scrivere al giornale. Terzo, il fascismo in questo contesto c'entra come i cavoli a merenda. Il signore indignato con tutta probabilità ha una conoscenza distorta della storia. Asserisce di essere felicemente comunista, contento lui..contenti tutti, però non ricorda, non sa o finge di non conoscere i metodi comunisti, dove persino nelle più umili dimore i muri avevano orecchi. Gli orrori della Cheka e del KGB poi non gli dicono proprio nulla? In ogni caso in questo frangente non c'entrano polizie segrete fasciste o comuniste, ma solo mancanza di educazione e drammatica caduta di stile di un uomo di governo, affari suoi così i cittadini lo conosceranno meglio.

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