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Pensioni e Corte Costituzionale

Gentile Direttore, Con riferimento ai tagli sulle pensioni INPS mi chiedo se non sia il caso di sottoporre la questione alla Corte Costituzionale. Le elenco i punti a sostegno dell’asserto. La pensione è uno stipendio differito. Lo stato forzatamente preleva ai lavoratori dipendenti del settore privato parte del loro stipendio con la promessa di garantire loro una pensione nella vecchiaia. I pensionati INPS sono in credito verso lo stato, non in debito. Hanno versato più di quanto ricevono. L’INPS è una mucca da mungere a cui si aggrappano in molti, tra cui pensioni di invalidità e cassa integrazione. Altrimenti sarebbe in attivo. I sacrifici imposti per un triennio in realtà si ripercuotono su tutta la vita fisica del pensionato. Un esempio. Il pensionato con assegno mensile netto di 2000 euro, considerando un tasso di adeguamento al costo della vita costante, pari al 3%, in dieci anni subirà una perdita che si aggira sui 23.000 euro. Con viva cordialità. Vito Ozzola

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