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La realtà globale e il sogno europeista

Ognuno di noi, più o meno "esperto" che sia, spesso si chiede: ma che senso hanno queste norme UE se, nel tempo del mercato globale, vincolano soltanto le imprese e gli Stati europei aderenti all'UE. La domanda è più che pertinente. Gli "esperti" europeisti hanno accuratamente provveduto a celare la questione dal 1994, da quando cioè fu istituita l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Da allora si aderisce all'indirizzo degli organi UE, secondo cui l'Organizzazione Mondiale del Commercio "non rileva". Il fatto è - avvertono però i lavoratori e gli imprenditori italiani - che gli abiti cinesi, gli aerei brasiliani, le scarpe vietnamite, i computer indiani rilevano, eccome. Ho provato a svelare l'arcano nel mio blog: www.dariociccarelli.org La Danimarca ci aiuta a capire, azionando, presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio, un contenzioso contro l'UE ("UE senza Danimarca", però: cosa sarà mai questo superibrido più ibrido che mai?), accusando l'UE stessa di non rispettare il diritto internazionale. All'Organizzazione Mondiale del Commercio la Danimarca accusa l'UE di non rispettare il diritto internazionale http://www.wto.org/english/tratop_e/dispu_e/cases_e/ds469_e.htm Non molti sanno (ma a Bruxelles lo sanno bene) che se riconosciamo che esiste l'Organizzazione Mondiale del Commercio, avremmo ipso facto ammesso che l'UE non esiste più, dal 1 gennaio 1995. Dario Ciccarelli, ex diplomatico (2003-2007, Rappresentanza d'Italia presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio)

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