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Senza lavoro e senza pensione pur avendo versato

Sono un giornalista senza lavoro decentemente retribuito e senza diritto alla pensione: per la precisione, è un mio diritto negato dall'istituto della "totalizzazione". Ho inviato all'Inpgi (Istituto previdenza giornalisti) una richiesta per la pensione minima per lettera raccomandata il 27 maggio scorso: attraverso il ricorso alla totalizzazione dei miei contributi Inpgi (16 anni e 8 mesi) e quelli Inps (3 anni e 5 mesi, maturati attraverso un Cococo) arrivo ai 20 anni per la minima. Mi è stato risposto il 21 giugno scorso che non ne ho diritto: non posso ricorrere all'istituto della totalizzazione perché poiché i periodi contributivi sono coincidenti, secondo quanto stabilito dalla legge 23 dicembre 2000 e successive. Grazie a questa norma iniqua e incostituzionale ho sostenuto con i miei versamenti la spesa previdenziale senza ricevere nulla in cambio. Non si capisce perché se esiste un divieto, non sia previsto un blocco al versamento dei contributi. Questa legge va cambiata, anche perché in un periodo di crisi come quello attuale chi ha ad esempio due Cococo, con retribuzioni da fame, facenti capo a due gestioni diverse non riceverà un centesimo per la pensione. Ministero del Lavoro e Parlamento se ci siete battete un colpo! Marco Liguori

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