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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Spett.le Direttore, Da tempo siamo consapevoli del fatto che occorra tagliare sulla spesa pubblica, nonostante ciò, nei pubblici uffici cambiamenti sostanziali non se ne sono visti e spesso si continua ad assumere. Bisognerebbe provvedere alla riorganizzazione del pubblico impiego, valorizzando i dipendenti già in organico, investendo sulla loro formazione e promuovendo la collaborazione e lo scambio tra enti pubblici. Occorrerebbe prima di tutto stabilire, per ogni tipologia di ente dislocato sul territorio, come ad esempio i Comuni, tenendo conto del numero di cittadini e di quali servizi e funzioni debbano essere erogati, quale sia il numero di addetti in grado di dare un servizio qualitativamente valido. Conseguentemente bisognerebbe avviare una ricognizione di come siano impiegati i dipendenti pubblici nei vari enti al fine di avere un quadro chiaro della situazione che permetta di stabilire dove occorrano integrazioni e dove invece ci siano esuberi. Attraverso l’utilizzo di bandi pubblici, riservati a quanti già impiegati presso pubblici uffici, si potrebbe provvedere ad equilibrare quelle situazioni che sono fuori standard, provvedendo ad eventuali nuove assunzioni solo quanto sia stato raggiunto un regime di massima efficienza. Assolutamente da abolire invece le consulenze esterne. Negli enti di esigue dimensioni ,come ad esempio i piccoli Comuni, non è possibile avere nel proprio organico tutte le professionalità che sarebbero necessarie per svolgere al meglio le proprie funzioni, essendo proiettati verso un riordino territoriale fatto di Unioni di Comuni o altre forme di gestione in forma associata, gli enti che sono sprovvisti di alcune figure professionali, anzichè ricorrere a consulenze esterne, dovrebbero avere la possibilità di trovarle all’interno di enti di grado superiore, le cui mansioni non dovranno essere limitate al proprio ente, ma anche a quelli subordinati o in convenzione. La riorganizzazione è necessaria altrimenti la spesa pubblica continuerà a lievitare e già oggi siamo a livelli insostenibili. Cordiali saluti, Loris Dall’Acqua Poggio Berni

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