Cerca

Monsignori rampanti

Caro direttore, Questo Papa piace a tutti. Ciò che più piace è la sua genuina spontaneità. Purtroppo tanta notorietà ha fatto si che tutti vorrebbero essere associati al suo nome: credenti e miscredenti. Allora succedono incidenti come quello della pubblicazione nel sito del vaticano della “ presunta intervista “ di Scalfari, appena ritirata dal sito. Non vorrei essere blasfemo, ma credo che il comico Crozza col suo divertente scketch, su Papa Francesco che porta il frigorifero sulle spalle, abbia colto nel segno: I personaggi che vogliono sfruttare la figura del Papa sono azzeccati. Potremmo definirli “monsignori ramapanti “, ma forse sono persone “ troppo zelanti “. Ora un altro troppo zelante monsignore sta per far fare una figuraccia alla Chiesa. Mons. Rino Fisichella ha creduto bene di chiudere in bellezza “ L’Anno della Fede “ esponendo, per la prima volta nella storia della Chiesa, alla venerazione popolare quelle che si presumono le ossa dell’apostolo Pietro. Una “ufficializzazione “ che nessuno aveva osato prima, nemmeno Paolo VI che, a dispetto del suo annuncio del 26 giugno 1968 ( anche allora per la chiusura dell’Anno della Fede ), in realtà non ufficializzo mai quelle ossa. Sappiamo questo dalla stessa dott.ssa Guarducci che nel suo libro “"Le reliquie di Pietro sotto la Confessione della Basilica Vaticana", si lamenta del fatto che, dopo il comunicato, in pratica venne cacciata in malo modo. La vicenda del ritrovamento delle ossa di san Pietro è talmente grottesca che la Chiesa, giudiziosamente, per tanti anni ha mantenuto un profilo basso e reticente su quegli avvenimenti. Mons. Fisichella dovrebbe sapere che dei presunti 50 frammenti dell’apostolo Pietro, 41 furono messi nella teca di plexiglass sotto L’altare della Confessione ( insieme a quelle di due uomini e una donna e diverse ossa di animali da cortile ), e 9 furono messe in un reliquiario d’argento nella cappella privata del Papa. Su quel reliquiario Paolo VI vi fece incidere sopra: “B(eati) Petri Ap(ostoli) esse putantur “ ( ossa che qualcuno ritiene dell’apostolo Pietro ). Ora Fisichella è talmente sicuro che le farà venerare come tali. Ma allora perché non riunire quei 50 frammenti se appartengono tutti a Pietro? Non sarebbe meglio ascoltare i consigli di quel gesuita ( padre A. Ferrua ) che per dieci anni scavò inutilmente alla ricerca di quelle ossa, e che per 53 anni ( fino alla sua morte ) sempre smenti quel la ridicola e maldestra messa in scena del ritrovamento? U.B.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog