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se sbaglia l'agenzia delle entrate

Una persona anziana mi ha chiesto di essere aiutata per un accertamento fiscale che gli era stato notificato nel mese di Settembre 2013. La contestazione dell'agenzia delle entrate prevede una sanzione di diverse migliaia di euro perché a loro risultano dichiarati meno redditi, considerando alcuni contratti di locazione presi in esame. Con le dovute deleghe dell'interessato, mi accingo ad affrontare le oltre 20 pagine dell'accertamento, scontrandomi subito con il primo ostacolo. Per ogni contratto preso in esame, l'agenzia delle entrate non ti da come riferimento il nome del conduttore (come farebbe qualunque ufficio o studio privato) ma ti comunica il numero di registrazione del loro ufficio. Per evitare una ricerca di ore (leggere il numero di registrazione di centinaia di contratti ) telefono per avere i nomi dei conduttori ma la risposta è tanto ridicola quanto assurda: "Per la PRIVACY non possiamo darle il nome" Ma di quale riservatezza stiamo parlando ? Ma se nell'accertamento mi stai già comunicando che sono inadempiente per una serie di contratti che ho stipulato, vuol dire che quei contratti io li conosco già, li ho firmati e ne ho una copia! Io cittadino ti chiedo solo di farmi risparmiare tempo, di venirmi incontro per risolvere la questione. Ma di fronte a questa mia spiegazione tanto ovvia e semplice mi trovo a parlare con una persona che non fa altro che ripetermi la regola della privacy come un disco rotto. Trovati per conto mio i contratti, noto che comunque l'agenzia delle entrate non ha preso in esame tutti i contratti di quell'anno, ma solo una parte di quelli che concorrono a formare il reddito dichiarato. Quindi mi chiedo: come hanno fatto a calcolare un maggior reddito dovuto se non hanno preso neanche tutti i contratti di quell'anno? Ma c'è topo gigio a lavorare o non lavorano proprio? Ma nelle 23 pagine dell'accertamento non potevi indicarmi il calcolo che hai fatto per arrivare al presunto reddito maggiore? Oppure anche quel numero è saltato fuori dal computer? Le cose sembrano migliorare qualche giorno dopo perché, per fortuna, il responsabile dell'accertamento è una persona che risponde al telefono ( e alle e-mail) e si dimostra una persona gentile, finalmente non nemica del cittadino ! Mi confessa che questi dati sono presi dal computer e che spesso ci sono errori. Che bello poter dare la colpa al computer. Infatti scopriamo insieme che l'accertamento è stato sbagliato perché non tiene conto di una legge del 1991 per cui alcuni redditi usufruiscono di una agevolazione. Come se non bastasse, arriva pochi giorni dopo un altro accertamento dall'agenzia delle entrate. Stesso sistema per identificare di quale contratto si possa trattare. Mi spiegano che in questo caso, al momento della registrazione del contratto, l'ufficio ha messo un numero progressivo di registrazione sbagliato. Per cui il contratto era stipulato da altre persone e il povero cittadino non c'entrava proprio niente. Ma anche in questo caso coda di tre ore solo per poter inoltrare una richiesta della copia del contratto che arriva dopo due settimane. Il risultato però è questo: Il cittadino che si vede recapitare una sanzione di 16.000 euro ha vissuto due mesi con l'angoscia di aver commesso (in buona fede) un illecito e la paura di dover pagare un sacco di soldi. Alla fine, anche se la storia forse si risolverà, il malcapitato deve comunque pagare un professionista per tutto il lavoro che ha portato a chiarire entrambe le situazioni. Nel primo caso, l'Agenzia delle entrate ha commesso un grosso errore perché non conosceva la legge; nel secondo caso ha commesso un semplice errore di trascrizione. Se fosse stato il cittadino a sbagliare, oltre alle sanzioni c'erano anche gli interessi da pagare. Se sbaglia lo stato, non solo non sei risarcito dell'errore, ma a nessuno viene neanche in mente di scusarsi per i disagi creati.

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