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Per favore non chiamiamola democrazia!

Egr. Direttore Belpietro, uno Stato in cui ciò che è lecito alle istituzioni non lo è per i cittadini, non può certamente essere considerato democrazia. Uno Stato che è un pessimo pater familias, che sperpera il frutto delle fatiche del popolo, che non onora gli impegni e non paga e nel contempo strangola i cittadini con imposte e tasse astronomiche e pratica l'usura nel recupero dei crediti, che non si preoccupa della tutela e conservazione del territorio e dei tesori d'arte, ma sperpera i soldi sborsati dai cittadini per questa finalità in non si sa quali operazioni, uno Stato che risucchia un mare di soldi per armi e difesa e non sa difendere il proprio territorio, ma manda i propri ragazzi a farsi ammazzare in terre lontane per fare gli interessi di potenze straniere (a partire dalla Crimea). Uno Stato che non si preoccupa di come la giustizia venga umiliata in questo Paese, che lascia che gli edifici scolastici vadano in rovina e che di tanto in tanto bambini finiscano sotto le macerie, le nostre famiglie fanno la fame e lui spende per mantenere migranti senza ne arte ne parte che pretenziosi e prepotenti invadono l'Italia per farsi mantenere e delinquono a go-go, e noi subiamo e l'Europa ci sguazza. Si è vero che questi politici incapaci e spesso anche imbecilli vengono eletti, ma vengono scelti da chi? Non dai cittadini, ai cittadini vengono sottoposte liste, ma chi le compila queste liste? Forza svegliamoci, non siamo in una democrazia, ma in una immonda plutocrazia che dall'estero propone e dispone ogni cosa, o mangiamo questa minestra o......Si ha democrazia laddove la volontà particolare, cioè di ogni singolo cittadino è rispettata e sacra. Per tale ragione Montesquieu e Rousseau consideravano la sovranità popolare possibile solo in piccole realtà non in presenza di grandi masse dove esercitata per mezzo di rappresentanze si trasforma automaticamente in tirannide ched nessun popolo ha mai desiderato. Una volta rinunciato al libero esercizio della propria volontà l'individuo si trasforma in uno schiavo delle rappresentanze elettive che a loro volta mutano in oligarchie ed inevitabilmente, considerata la natura umana, in plutocrazie, le forme peggiori e più disumane di potere.

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