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I truffati del patronato INCA-CGIL di Zurigo

I truffati del patronato INCA-CGIL di Zurigo Dopo aver seguito il programma televisivo : “Mi manda RaiTre” sui truffati del patronato INCA-CGIL di Zurigo, sono venuto a conoscenza di alcuni dettagli importanti che mi erano oscuri su questa truffa ideata e organizzata dall’ex direttore del suddetto patronato, Signor Antonio Giacchetta. Infatti ho appreso che già nel 2004 c’erano state alcune segnalazioni premonitrici della suddetta truffa sulla pensione integrativa dei nostri connazionali che si erano fidati di un dipendente del patronato dell’ex partito comunista. Purtroppo il Console di Zurigo del 2004, dott. Bernardo Carloni, e il suo successore, dott. Giovanni Maria Veltroni, hanno dormito, non intervenendo con la dovuta prontezza e fermezza in quegli anni che vanno dal 2004 al 2009. Se lo avessero fatto avrebbero potuto salvare i risparmi di una vita lavorativa di molti altri nostri connazionali. E così a circa 100 famiglie è stata sottratta una cifra che si aggira intorno ai 30 milioni di franchi svizzeri, quasi 24 milioni di euro. L’attuale Console, dott. Mario Fridegotto, non ha assolutamente le colpe dei suoi predecessori, ma anch’egli avrebbe potuto, sicuramente, dare maggiore supporto alle famiglie truffate. Inoltre non dobbiamo dimenticarci che il Segretario Generale della CGIL, al momento in cui è stato arrestato il funzionario della sede estero di Zurigo, era Guglielmo Epifani, l’attuale segretario del PD che è impegnatissimo in questi giorni, con i suoi compagni di partito, a far decadere Berlusconi dalla carica di Senatore della Repubblica italiana. Ma perché non si è impegnato nel 2009, con la stessa intensità, per risolvere questa truffa causata dal sindacato che lui dirigeva? Infine il Comites (di cui era membro lo stesso Antonio Giacchetta dal 2004 al 2009) insieme al CGIE e ai politici eletti all’estero, come organi di rappresentanza della comunità italiana locale, non si sono impegnati concretamente più di tanto per aiutare queste famiglie nella loro battaglia di recupero del denaro della loro pensione integrativa. D’altra parte la maggior parte dei membri del Comites sono di sinistra e hanno, forse, cercato di non mettersi contro il loro patronato. Come si dice, tra compari e comparielli non ci pesta i calli. Ci sarebbe pertanto da chiedersi a cosa servono allora tutti questi organi e istituzioni di rappresentanza degli italiani all’estero se poi alcuni nostri connazionali sono stati abbandonati al loro destino? Preferisco non pronunciarmi, lasciando ai lettori la risposta. Io direi solo di aspettarli alla prossima tornata elettorale e vedere se avranno il coraggio di chiedere il voto alla comunità italiana! Mi auguro che adesso attraverso il programma: “Mi manda RaiTre” la suddetta vicenda abbia avuto la giusta risonanza e si riesca, come ha detto il consulente giudiziario della nota trasmissione televisiva, Avv. Spadafora, a ottenere la restituzione del denaro dal patronato INCA-CGIL nazionale, in quanto esso risulta responsabile anche delle sedi operanti all’estero. In questo modo ritornerebbe un po’ di serenità e ottimismo in tutte le famiglie truffate. Gerardo Petta, Zurigo

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