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si vuole chiudere il convento di san Marco a Firenze

Salve Direttore Belpietro, volevo informarla e chiedere aiuto a Lei e ai lettori di Libero per difendere il convento di san Marco a Firenze, culla del Rinascimento che sembra in chiusura. Io ho perorato presso il responsabile della Provincia Romana che ne ha cura e le invio la mia lettera, certa che Lei e i lettori mi sarete di sostegno:Firenze, 26 novembre 2013 Alla C. A. del Molto Reverendo Maestro dell’Ordine P. Bruno Cadoré, o.p. Curia Generalizia Convento di S. Sabina Piazza Pietro d’Illiria, 1 00153 Roma Preg.mo M. Rev. Maestro, - Noi cittadini fiorentini, in qualità di membri della Chiesa come ha detto Gesù e come ci ricordate sempre Voi durante le omelie, avendo appreso dai giornali dell’intenzione di chiudere il convento di san Marco in Firenze vogliamo esprimere il nostro dispiacere e disappunto per la decisione del Capitolo Provinciale della Provincia Romana di Santa Caterina. - Contestiamo il fatto che “non si tratta di chiusura per il fatto che rimane la Chiesa officiata dalla comunità di Santa Maria Novella”, questo sarebbe un espediente atto a coprire la realtà della chiusura, perché di fatto diventerebbe un part-time non degno dell’autorevolezza della Basilica di san Marco. Vogliamo pensare al contributo che ha dato a Firenze nei secoli la presenza costante dei padri domenicani in san Marco? Vogliamo cominciare dalla presenza della famiglia de’ Medici che finanziò la ristrutturazione e vogliamo dire al mondo intero che ci guarda che tutto ciò è importante per il mondo che viene a ossequiarci, ma non è importante per la provincia Romana e per l’Ordine Domenicano, responsabile di questo tratto di storia? Questa è una storia lunga oltre 700 anni, la chiesa è stata consacrata il 6 gennaio del 1300 e i padri domenicani la portano avanti conservando il fascino delle origini, nonostante le scelte riguardanti il traffico cittadino abbiano reso tutto il complesso di san Marco, quindi compreso il museo dove un tempo alloggiavano i padri che alla fine del’800 furono espropriati, una rotatoria per autobus cittadini e turistici e nonostante sia stata posta una indecorosa transenna con fermata di autobus che si estende proprio davanti alla basilica, rendendo l’accesso ai fedeli uno slalom tra 2 corsie di autobus anche pericoloso, nonostante tutto questo la comunità è molto devota a san Marco. - Il convento di san Marco non è solo le mura e l’ambiente, ma è una comunità assiduamente operante negli ambienti conventuali in cui risiede abitualmente. - La chiusura di san Marco, dato che è una chiusura, è un fatto molto grave perché 1 – svilisce una importanza storica unica al mondo con personalità di primo piano a) nella santità S. Antonino Beato Lorenzo da Ripafratta Venerabile Girolamo Savonarola Venerabile Pio Alberto del Corona Beato Antonio Neyrot Servo di Dio Giorgio La Pira b) nella cultura, innanzitutto non dimentichiamo che il convento di san Marco è stata la prima biblioteca del mondo aperta al pubblico, con: p. Sante Pagnini p. Ignazio Del Nente Pico della Mirandola Agnolo Poliziano Niccolò Tommaseo ecc. Vogliamo sottolineare l’importanza della presenza costante dei Padri per la spiritualità e per la religione cristiana in questo cuore di Firenze già così devastato dalle scelte amministrative di chiudere l’accesso con mezzi privati al centro storico anche agli abitanti, che non hanno nemmeno autobus per raggiungere la loro cattedrale perché il traffico è completamente escluso da piazza Duomo e piazza san Giovanni e molti anziani non sanno come raggiungerla, e san Marco è invece abbastanza raggiungibile anche con mezzi pubblici. Attualmente la presenza dei Padri in san Marco assicura inoltre le attività liturgiche, pastorali e intellettuali, da cui noi della comunità traiamo grandissimo beneficio e nutrimento. Si svolgono anche attività di accoglienza e ascolto. San Marco con i suoi Padri che noi siamo abituati a vedere coi loro sai bianchi e in inverno coi loro mantelli neri, è la nostra storia, la storia che entra nel nostro quotidiano e per usare una frase fatta “è nel nostro DNA”, direi che tutto ciò è una preziosissima risorsa di sicurezza e di senso di appartenenza. La storia dei fiorentini è una storia fatta di ricerca del Bello, ricerca del Bello per esprimere la Bellezza di Dio e proprio in san Marco la Bellezza di Dio ha trovato la sua espressione in molte opere d’Arte Sacra preposte a parlare di Dio, ma se si toglie l’Autorevolezza dei Padri, non resteranno altro che tecnica e colore; ma la storia di Firenze è anche fatta di lotte, di grandi sventure a cui abbiamo sempre fatto fronte uscendone arricchiti per avere trovato sempre la soluzione e noi questa storia la vediamo e la respiriamo nelle nostre antiche mura, anche di san Marco. San Marco ora è ancora un punto di riferimento per la città, è una delle poche splendide chiese dove non si paga per entrare o dove non bisogna esibire la carta di identità come residenti, come invece avviene per la Basilica di Santa Maria Novella!!! San Marco è anche una sosta per il mondo intero che passa da Firenze, che spesso si ferma alla Messa o in semplice preghiera durante la visita alla città, perciò la sua chiusura sarebbe una gravissima ferita inferta al tessuto sociale, storico, culturale, spirituale e identitario della città, un duro colpo alle nostre radici cristiane. Chiediamo quindi: - che la comunità di san Marco rimanga con uno status giuridico proprio e autonomo e che sia anche potenziata di qualche unità dato che incomprensibilmente in questi ultimi anni è stata depauperata. In attesa di una Vostra cortese risposta, porgiamo distinti saluti.

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