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lapsus Freudiano

Ieri mattina è uscito il comunicato stampa del Governo riguardante l’attesa proroga al 10 dicembre del versamento dell’acconto IRPEF, già anticipato “verbalmente” a suo tempo, a titolo di (parziale) compensazione per l’aumento dell’aliquota. Il comunicato, però, fa riferimento ai soli soggetti IRES e non anche alle persone fisiche, come si era detto. Chiaramente si tratta di una “dimenticanza”, perché a distanza di poche ore il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, ha chiarito in conferenza stampa che la proroga riguarderebbe – il condizionale è d’obbligo – anche gli acconti sui redditi delle persone fisiche e l’IRAP. In realtà, alle parole dei Patroni Griffi non ha ancora fatto seguito, nel momento in cui scrivo, un comunicato ufficiale del Governo, in mancanza del quale si dovrà versare l’acconto entro il 2 dicembre. Può darsi – me lo auguro e la cosa è anche probabile – che questo comunicato verrà fuori. Ma è significativo il fatto che il Governo si sia dimenticato delle persone fisiche: cioè dei cittadini. Un lapsus freudiano? Chissà; ma a pensarci bene: quante volte, negli ultimi anni, i Governi si sono dimenticati dei cittadini?

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