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Banca d’Italia e Decreti Legge necessari ed urgenti

Ancora una volta si ricorre al Decreto Legge senza che esistano i presupposti per la sua emanazione e sembra che la Presidenza della Repubblica non eserciti più la vigilanza che esercitava un tempo. Difatti tre giorni fa, nel Decreto Legge che abolisce (parzialmente ) la seconda rata IMU , si introduce la rivalutazione delle quote azionarie della Banca d’Italia (per 7,5 Miliardi).Mentre per la seconda rata IMU, la vicinanza del pagamento il 16 Dicembre potrebbe giustificare l’ urgenza come previsto dalla Costituzione (art.77), nn esiste alcuna urgenza per rivalutare le quote di Banca d’ Italia, che potrebbero benissimo essere inserite nei provvedimenti della Legge di Stabilità (che ovviamente è stata presentata come un Disegno di Legge, e non come Decreto, nonostante le sue misure inizino a valere dal 1 Gennaio 2014). A meno che non si voglia considerare che l’ urgenza derivi dal fare un favore alle Banche (o meglio a Banca Intesa e Unicredit, che costituiscono la maggior parte dell’ azionariato della Banca d’ Italia e che sono state tartassate dall’ anticipo abnorme degli acconti di imposte).Tali Banche, una volta pagata lì imposta sulla rivalutazione potranno beneficiare l’ aumento abnorme dei dividendi annuali della Banca d’ Italia. Ricordo che una volta la Presidenza della Repubblica vigilava costantemente se la materia , o una parte delle materie, di un Decreto Legge, fosse considerato un caso straordinario di necessità e urgenza che giustificasse l’ emanazione di un Decreto Legge. L’ articolo 77 della Costituzione,recita: “Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.”

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