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UN VERO GUAZZABUGLIO

Egregio Direttore, un vero guazzabuglio se non giuridico quantomeno logico. La sentenza di illegittimità del vigente sistema elettorale espressa dalla Consulta, nella sostanza, ha dichiarato l’illegittimità di parte dei parlamentari della presente legislatura ed illegittimo lo strumento che ha prodotto la fotografia dell’attuale Parlamento. Ma, come in un gioco di prestigio giuridico, per l’efficacia dell’irretroattività delle sentenze della Corte Costituzionale, prevista dal nostro ordinamento giuridico, il porcellum anticostituzionale rimane in vigore fino a quando non venga pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara la legge de quo costituzionalmente illegittima. Si spiega, pertanto, l’accorato appello della Boldrini che, nel teatro parlamentare dell’assurdo, ha dichiarato la propria e l’altrui legittimità, in attesa dell’efficacia dell’illegittimità, con la conseguente autoabilitazione a procedere legittimamente nei lavori parlamentari. Se ciò è vero, perché in nome di questa momentanea sospensione applicativa che ti permette di governare, non sia altrettanto possibile dichiarare la crisi ed andare alle urne con lo stesso sistema dichiarato incostituzionale ma temporaneamente istituzionale da permettere di produrre effetti ora validi e solo un domani esplicitamente impossibilitati a prodursi, esaurito l’iter per la dichiarazione definitiva di incostituzionalità? Può sembrare mero esercizio accademico al limite del paradosso, ma in un momento in cui tutto è opinabile, mi sembra lecito porci l’interrogativo. Sorvoliamo sulle considerazioni ovvie e giustificate della maggior parte, che si interroga sull’illegittimità dei vari governi passati, della doppia elezione del Presidente della Repubblica, della stessa incostituzionalità di alcuni giudici della Corte Costituzionale che giudicano sulla legittimità, considerati essi stessi emanazione di parlamentari illegittimi, per porre la nostra attenzione su un altro aspetto che non attiene la giurisdizione bensì le umane relazioni. L’uomo comune rimane attonito di fronte a questa situazione estremamente delicata che si inserisce in un quadro già precario, dove sono crollate tutte le certezze e si registra la debolezza e la perdita di autorevolezza dei poteri e del potere, che continuamente disattendono le giuste attese della gente e che realmente incomincia ad avvertire quel senso di perdita di sovranità che, fra l’altro, costituisce un principio fondante della Comunità Europea. Ma non vorrei andare oltre. Eviterei pessimismi perché credo nella gente e nell’intelligenza degli Italiani che anche quando sbagliano, sbagliano in grande. Insomma, la Patria del Diritto, che fa sopravvivere la lingua latina con la sua forza espressiva e viepiù attuale, ha partorito un unicum nell’ordinamento giuridico, improponibile ed impensabile per la giurisdizione di altri Paesi. Comunque, meglio tardi che mai. Antonio Mirabile

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