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PRATO: POLIZIA, MAGISTRATURA, ISTITUZIONI, SINDACATI POTEVANO NON SAPERE ?

Vorrei raccontare del perché a Prato ci sono 40/50 mila cinesi irregolari e tutti ne parlano ora, dopo 25 anni di far west (come l'ha definito il procuratore Toni) e qualche morto. Ma dov'era finora il Procuratore, dov'erano le istituzioni attuali, ma soprattutto le precedenti, i buonisti, gli sfruttatori ? Le stesse banche (già 20 anni fa il MPS aveva i contratti bancari tradotti in cinese). Se ci sono delle leggi che gli italiani devono rispettare a pena di multe salate e di carcere, perché si è consentito di trasgredire tutto agli stranieri? La Magistratura, anche quella definita "democratica", indaghi oggi sulle decine di reati commessi da chi invece avrebbe dovuto proteggere i cittadini. Forze dell'ordine e amministratori camminavano a fianco degli irregolari ma senza vederli, tollerando un sistema a due velocità: cinesi a lavorare a cottimo,come schiavi, senza pagar tasse e riempiendo strutture sanitarie pubbliche e utilizzando servizi pubblici gratis; mentre gli italiani sono costretti a pagare tasse anche per loro, magari restando in coda per un trattamento sanitario, un certificato, una visita. Imprenditori che hanno ceduto locali e capannoni e speculato sulla schiavitù di questi poveri disgraziati. Sindacati che non hanno mai seriamente affrontato il tema concorrenza dei cinesi. Concentrati a salvaguardare le normative ed il salario dei lavoratori delle aziende italiane, hanno trascurato il pericolo che una comunità così grande, lavorasse in Prato con le regole ed i tempi della madre patria Cina. E' chiaro che il rapporto è impari e che quindi ad una economia italiana frenata dai contratti di lavoro e dalle rivendicazioni sindacali, si contrapponeva, a pochi metri, un'economia libertaria, di sfruttamento, senza regole e senza dazi. Oggi si tenta di compensare al grave squilibrio causato da questa irresponsabile tolleranza, con associazioni di volontariato, di erogazione del vestiario e del banco alimentare, perché c'è gente italiana che muore di fame. Possibile tacere a tanto sdegno ? Questo è ciò che bisogna dire, ma è impossibile sentirlo dire agli stessi che in quella città ed in altre città italiane, ne sono la causa e ne hanno beneficiato. Potevano non sapere ? Partiti, istituzioni, sindacati, potevano non essere al corrente di questo stato di cose, da tutti conosciuto da decenni ? Allora, se non potevano "non sapere", siano processati e condannati, almeno, alla interdizione dai pubblici uffici. Marco Gladiatore- Firenze

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