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Una vita avventurosa (e Renzi)

Caro Direttore: La dodicesima volta che ho doppiato Capo Horn ero su una barchetta a vela di sei metri, in pieno inverno, onde gigantesche lanciavano la barca per aria come un pallone da volleyball, dallo stretto di Magellano all'Antartide ho visitato palmo palmo tutte quelle zone, compresa la terra del fuoco. In verità pochi sono i siti del mondo che non visitai, ricordo al Polo Nord il ghiaccio che si spaccava sotto di noi inghiottendo l'intera spedizione, io resistetti, unico superstite per 40 giorni cibandomi dei cani da slitta e di un orso polare che ero riuscito a sorprendere nel sonno. Ho scalato anche gli ottomila metri del K2 per ben tre volte oltre all'Annapurna e al Nanga Parbat, ho scoperto i resti dell'arca di Noè sul monte Ararat ma non me ne sono mai vantato con nessuno. La seconda volta che percorsi il passaggio a Nord-Ovest mi si congelarono tre dita del piede sinistro, mentre sulla via della seta che percorsi a piedi a settantanove anni mi colpì la febbre malarica e ancora ne sento le conseguenze quando c'è nebbia in Valpadana. Ho sei lauree, cinque Master, parlo dodici lingue perfettamente e altre cinque in verità solo parzialmente. Sono stato consigliere di molti capi di stato, esperto in economia, archeologo, storico, fisico nucleare, medico, ingegnere edile e molto altro, ma tra tutte le personalità che ho conosciuto devo affermare che Matteo Renzi è il più altruista, senza ambizioni, schivo, riservato, che parla poco e dice sempre la verità, sarebbe bello averlo come guida della nazione, sarebbe un toccasana per l'economia malata di questo paese. Quindi state sicuri, con Renzi siete in buone mani. Vi saluto e vi abbraccio, il vostro: Pinocchio.

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