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Il complotto ai danni dell’Italia, un altro “porcellum”.

Quando nel 2011 Berlusconi avviò trattative in sede europea per uscire dalla moneta unica (euro), l’attacco speculativo ai nostri titoli di stato segnò la fine dell’allora governo di centrodestra; quella moneta unica (l’euro) che l’altro ex presidente del consiglio Prodi aveva supervalutato gettando l’economia italiana nella recessione. Lo ha ammesso lo stesso Presidente Sinn, dell’Info-Institut tedesco, organizzato quest’anno a Berlino dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Lo stesso presidente ha anche candidamente ammesso di non sapere per quanto tempo ancora l’Italia ce la farà a restare nell’Unione Europea commentando che l’industria, concentrata in larga parte nel nord del paese, sta praticamente morendo, soffermandosi sul fatto che la nostra produzione industriale sia in continuo calo mentre i fallimenti delle imprese stanno sempre più assumendo numero da capogiro. Ecco svelati alcuni dei motivi che hanno spinto Berlusconi a spingere per uscire dal diktat dell’Unione Europea che gli costò la poltrona a Palazzo Chigi. Non appena avviate le pratiche per dire addio all’eurozone, lo spread tra i BTP decennali ed i Bund tedeschi fu preso d’assalto dalla speculazione arrivando a soglie drammatiche, un vero e proprio imbroglio che minacciò di far crollare l’economia italiana. Le pressioni dei poteri forti mondiali e dei tecnocrati di Bruxelles costrinsero il Cavaliere, l’11 novembre 2011, a rassegnare le dimissioni. L’opposizione scese in piazza festeggiando non ricordando bene la data dell’11/11/11… San Martino. Oggi a noi viene quasi da ridere se pensiamo che la sentenza del 4 dicembre della Corte Costituzionale, dichiarando illegittimo il cosiddetto “porcellum”, ha praticamente rimandato a casa ben 148 deputati (ex premio di maggioranza) del PD che solo ieri stavano brindando con lo champagne alla decadenza di Berlusconi. Il buon senso vorrebbe che si dimettessero tutti e con la redistribuzione dei seggi il centrodestra avrebbe solo due onorevoli in meno del centrosinistra, guadagnandone ben 66 rispetto agli attuali 124: il PD passerebbe da 292 deputati a 165 e SEL da 37 a 21. Ma vedrete che i padroni del vapore troveranno il modo per mettere le cose a posto pur di tirare avanti; sono bravi a far rispettare le sentenze… meno, molto meno, quando intaccano i loro consolidati interesse. Per il Club FORZA SILVIO Velletri Salvatore Ladaga Capogruppo Consiglio Comunale Velletri (RM)

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