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Lettera al Cav. Berlusconi

Carissimo Cavaliere, anni fa le scrissi per chiederLe un aiuto perché, se lei sulla sua strada ha incontrato le “toghe rosse”, io ho trovato un avvocato disonesto , un notevole numero di giudici a dir poco incompetenti ed in odore di mafia, che mi hanno ridotto in povertà, dopo una vita di duro lavoro e sacrifici. La lettera da me inviataLe nel dicembre del 2009 è stata sicuramente cestinata; per questo , credo che il Suo ufficio di segreteria non sia molto efficiente perché anche questo comportamento si traduce in perdita di voti. Sono convinto che questo comportamento, ripetuto a molti e per anni e anni, l’abbia portata a non essere rieletto. Comunque penso che in questo strano Paese che è l’Italia, abbiamo una giustizia altrettanto strana , fannullona, senza il minimo senso dell’onestà e misura e di un’incompetenza abissale. Dalla mia storia si evince chiaramente quanto da me appena scritto. Dopo un totale allagamento dei miei locali, nei quali esercitavo con mia moglie l’attività di fotografo, dovuto al cattivo funzionamento della fognatura condominiale, è iniziata la mia angoscia. Il balletto di avvocati, periti, giudici, C.T.U e ancora giudici. Tutte le volte si inizia da capo. Nessun perito fotografico, degno di questo nome, ha mai esaminato , quanto miseramente andato distrutto del mio archivio fotografico storico, risalente ai primi del Novecento , con testimonianze fino agli anni 60. Delle quasi 20 000 foto distrutte hanno ritenuto che solo 30 fossero di un certo pregio, tutte le altre, carta straccia. La causa rimane ferma per qualche anno. Il condominio cambia avvocato, che trova nel mio un valido alleato e così dopo 17 anni dalla data di inizio di questa devastante avventura, vengo a conoscenza che il mio avvocato, per mezzo di una raccomandata, mai vista o ricevuta, ha rimesso il suo mandato. Troppo tardi sono venuto a conoscenza di quanto successo. La causa era stata definitivamente archiviata e chiusa , senza possibilità di ripoterla recuperare. Così ho perso una causa vinta e quando ad un uomo viene meno la fiducia, viene meno la linfa vitale. Siccome non avevo abbastanza sofferto, a seguito di un intervento al naso, presso una struttura pubblica, sono stato contagiato da epatite C. Sono entrato in ospedale sanissimo, come dimostrano le analisi cliniche, e ne sono uscito malato. Niente risarcimento , solo un anno di cure che mi hanno guarito , ma completamente distrutto. Oggi a 75 anni vivo con una misera pensione e fatico a mantenere tutte le cure che devo affrontare. Ho sempre lavorato onestamente , per anni sono stato donatore di sangue , sino all’età consentita, faccio parte della Protezione Civile . Il mio impegno per la famiglia e la Società è sempre stata la mia ragione di vita. Ormai sono sfiduciato e deluso, faccio fatica ad andare avanti, perché non ho più né la gioia né la motivazione per una vita migliore , in un breve futuro. Giovanni Fontana

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