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Una cosa seria

Caro Direttore: Quando si esagera con le tasse, si tolgono fondi alle pensioni, si allunga l'età pensionabile e non si danno contributi ai disoccupati sessantenni, questa è una cosa seria. Il CODACONS parla da tempo dell'abolizione di 500 enti inutili che ci succhiano il sangue da anni, il presidente dell'INPS Mastrapasqua parlava mesi fa di 30000 enti inutili, ripeto TRENTAMILA! Lungi da me il fomentare sommosse o accendere gli animi già di per se molto infuocati, ma quando scrivevo a Libero di una probabile "Primavera di Roma" purtroppo non sbagliavo, l'indifferenza e l'arroganza di chi ci governa ci sta portando alla sommossa popolare. Ho preso l'esempio degli enti inutili perché il "postificio" pubblico viene anteposto all'interesse comune per lucrare un ritorno sotto forma di consensi elettorali a favore dei soliti noti. Così ci ritroviamo ancora a dover mantenere l'Istituto della montagna oppure l'Istituzione per la conservazione della gondola o l'Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele 3° per assistere gli ufficiali dell'esercito, della finanza e i loro famigliari ecc. ecc. Tutti questi enti ci costano 10/20 miliardi l'anno e la Confartigianato ha calcolato che in 5 anni per ogni legge semplificativa ne sono nate 4,3 "complicative" per un costo di 30 miliardi secchi. Tra le chiacchiere e le tabacchiere di legno che questi soloni altolocati snocciolano tutti i giorni la gente comincia ad incazzarsi, quante cose si potrebbero fare con quei soldi, e poi arriva lo "sparapalle" di turno a dirci che la riforma Fornero sulle pensioni va bene così e magari ci canta la filastrocca dell'aumento della vita media, ma vaff.....o!!! Qui la cosa si fa seria anzi grottesca e tra il grottesco e l'orribile non c'è che un passo, un passo in avanti e siamo nel baratro, un passo indietro e possiamo tirare un sospiro di sollievo. Lo faranno un passo indietro? Ci restano solo sparute speranze, le tasche vuote, un pugno di mosche in mano e una stella abitudinaria del nostro cielo che torna ogni notte a farci compagnia ed a ricordarci ogni volta la stessa immancabile e oramai quasi antica domanda: "Lo faranno un passo indietro?".

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