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LA RIFORMA FISCALE E' LA VERA PRIORITA' PER IL PAESE

Gent.mo Direttore, come si fa a non comprendere che per rimettere in moto l’ economia occorre una riforma fiscale liberale che da un lato incentivi gli investimenti, redistribuendo la ricchezza immobilizzata e dall’ altro liberi redditi per privilegiare la propensione al consumo? Oppure qualcuno pensa realmente che diminuendo il costo del lavoro l’ Italia potrà essere competitiva con l’Asia e con l’ area di libero scambio più grande del mondo? O vi è qualche illuso che ancora pensa che nell’ immediato l’ Europa consentirà una deroga ai parametri della spesa pubblica o che la B.C.E. possa sostituire le Banche Nazionali? Occorre un patto con gli Italiani diretto a contrastare l’ evasione e l’ elusione ed a diminuire l’ insostenibile peso fiscale. A mio avviso occorre: 1) Abolire l’ uso del contante per le operazioni commerciali, negoziando con gli istituti di credito l’ abrogazione dei costi sulle transazioni on line e sui pagamenti con care di credito; 2) Modificare le attuali aliquote fiscali riducendole proporzionalmente e per scaglioni al 20 e 30%; 3) Tassare con ritenuta alla fonte del 10% tutti i pagamenti per operazioni commerciali con conguaglio fiscale a giugno di ogni anno delegando agli istituti di credito i servizi di esattoria; 4) Istituire un sistema di deduzioni fiscali per spesa sanitaria, tasse per servizi a domanda individuale, generi di prima necessità e beni di consumo per l’ esercizio di arti e professioni avviando così una riforma della spesa pubblica negli stessi settori; 5) Istituire una tassazione agevolata per imprese non residenti nel territorio nazionale Ecco alcune delle misure che senza modificare la Carta Costituzionale potrebbero essere coerenti con gli obiettivi indicati. Grato per lo spazio che Vorrà dare a questa mia, Le invio i più cordiali saluti. Gianfranco Scoglio

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