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Quella sporca dozzina (di migliaia)

Spett. Redazione, mi permetto di scriverVi in quanto facente parte di una folta schiera di persone che, in barba a ogni vacuo proclama relativo a merito e meritocrazia, sono dall'attuale e dai passati governi svalutate e, addirittura, vessate. Si tratta di persone, più di 11 mila, che hanno superato una vera e propria procedura selettiva a carattere concorsuale per accedere a un corso abilitante all'insegnamento secondario (scuole medie e superiori) istituito dall'ex ministro Gelmini nell'ottica della programmazione degli accessi alla professione in virtù del reale fabbisogno. Come da apposita previsione normativa, nel corso del 2012, da luglio a novembre si susseguono le prove selettive nelle varie università italiane, da cui escono vincitori 11 mila insegnanti sugli oltre 20 mila posti a disposizione (più di 200 mila i partecipanti), dati che da soli testimoniano la durezza delle prove somministrate dagli atenei, la prima addirittura elaborata a livello nazionale da una società commissionaria incaricata dal MIUR. Ma non finisce qui: i vincitori, onde poter accedere ai corsi, devono pure sborsare una cifra, variabile in base all'ateneo, oscillante tra i 2400 e i 3000 euro e in alcuni casi nemmeno rateizzabile. Per chi non ha difficoltà con gli acronimi, il nuovo percorso abilitante si chiama TFA (Tirocinio formativo attivo) e succede alle SSIS (Scuole superiori per l'insegnamento secondario), soppresse dal sucitato ministro nel 2008 ma i cui abilitati, inspiegabilmente, sono destinatari di ben altro trattamento. Ma andiamo con ordine. Tra novembre e dicembre iniziano i corsi e con essi i sacrifici: per molti vuol dire insegnare la mattina e seguire le lezioni e i tirocini al pomeriggio, per altri partire da casa alle nove del mattino, in treno o pullman, e far rientro alle 23 dai propri figli, per altri ancora lasciare lavori e lavoretti, chiedere permessi e aspettative, rinunciare a redditi da lavoro autonomo. Il tutto avendo come orizzonte la tanto agognata abilitazione, che avrebbe dovuto segnare il salto di qualità e, anche qualora non avesse portato subito al ruolo, avrebbe quantomeno garantito le posizioni più alte ai fini dell'assegnazione delle supplenze annuali, dunque un certo margine di tranquillità anche in considerazione dell'attuale contesto lavorativo extra-scolastico a livello nazionale. Ebbene, non avevamo fatto i conti con il fatto di trovarci in un paese che evidentemente non si è mai liberato dalle corporazioni di fascista memoria, né dalla convinzione che l'insegnamento costituisca una forma di ammortizzatore sociale, dove vige una sorta di sistema meritocratico alla rovescia somigliante molto più a un meccanismo di attribuzione di alloggi popolari o di sostegno al reddito, che non alla selezione della classe che deve istruire e formare i cittadini e lavoratori del domani. Ed ecco che, dal giorno dell'abilitazione in poi (era il mese di luglio del 2013) ha inizio il nostro incubo. Non solo non veniamo inseriti nelle graduatorie di fascia superiore, perdendo quindi la possibilità di lavorare nell'attuale anno scolastico a vantaggio di chi l'abilitazione non l'ha acquisita ma magari ci precede per mera anzianità (ad es., io quest'anno sono disoccupato dopo sei anni di supplenze, ma al mio posto lavora un non abilitato), ma addirittura il MIUR decide di mandare letteralmente al diavolo (in tempi di spending rewiew, ricordiamocelo) la programmazione degli accessi decidendo di regalare l'abilitazione a una marea di altri colleghi – circa 70 mila, bocciati alle selezioni o che non vi avevano preso parte – senza passare per alcun nuovo processo selettivo e senza prevedere una benché minima forma di differenziazione una volta che anche loro avranno acquisito il titolo. Allo stato attuale, contrariamente a quanto recita l'art. 97 della nostra Costituzione, la legislazione attuale incoraggia una vera e propria raccolta-punti a pagamento – vedi alla voce "trepuntifici" o "università telematiche" – piuttosto che vincere un concorso. Palese, in tutta questa faccenda, lo zampino delle organizzazioni sindacali – tutte, nessuna esclusa – che dimostrano tutto il loro vuoto rappresentativo e che, dopo aver lucrato sulla nostra pelle vendendoci corsi di preparazione alle selezioni, relativi cd-rom, ecc., ci hanno voltato le spalle in favore dell'insieme potenzialmente più lucrativo (vuoi mettere, 11 mila tessere contro 70 mila?); ma altrettanto evidente è la nostra rabbia per essere stati truffati dallo Stato e da chi dovrebbe, istituzionalmente, tutelarci. Rabbia che ci ha portato ad auto-organizzarci, costituirci in comitati e manifestare, inascoltati e boicottati, davanti alla sede del MIUR per ben tre volte fino a questo momento. A livello personale, poi, ognuno di noi ha intrapreso la strada del ricorso al TAR; sbocco che, in un paese come l'Italia, evidentemente si addice molto più ai meritevoli che non un "banale" avanzamento di carriera. Lontani da ogni senso di superiorità nei confronti dei nostri colleghi che invece tutelati lo sono, e consci del fatto che le diverse categorie vengono spesso create proprio per dividere i lavoratori in base ai loro interessi confliggenti, sappiamo bene di non rappresentare l'unica categoria che, in questo momento, si sente abbandonata e tradita da queste istituzioni. Ma, forse per la complessità e le peculiarità burocratiche tipiche del comparto Scuola, o forse anche perché in genere si ritiene che esso sia già abbastanza tutelato sul piano sindacale, del nostro problema non si parla da nessuna parte, e in questi mesi abbiamo a stento ottenuto trafiletti su (meritorie) testate locali. Riteniamo invece che i cittadini, i genitori in primis, debbano conoscere questo problema che riguarda tutti, specie in un momento in cui da più parti passa il messaggio che "sulla Scuola si investe" e per questo chiediamo il Vostro aiuto divulgativo, certi che la questione della selezione del corpo-insegnanti debba da tutti essere considerata una priorità cui nessuno può dirsi indifferente, in virtù della valenza strategica di cui è portatrice. Cordialmente, spero in un Vs riscontro

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