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La classe renziana va in paradiso

Il paradiso prima di tutto. Se lo mettano bene i testa, forconi e grillini, renziani e berlusconiani, sindacati e antagonisti vari, che con sparate demagogiche e pseudorivoluzionarie ed annunci miracolistici non caveremo un ragno dal buco e l’Italia scivolerà sempre più in basso. Il nostro destino si gioca a Bruxelles ed è lì che occorre carisma, genialità di idee o almeno argomenti convincenti. Da soli non ce la facciamo, chè, nonostante anni di sforzi al limite della sopportabilità, il nostro debito aumenta inesorabilmente come la disoccupazione. Bene ha fatto il Capo dello Stato a denunciare il silenzio provinciale sull’Europa dei nostri politici cha badano solo alle lotte per il potere ed idee non ne hanno, men che mai geniali. Nè hanno il coraggio di mostrare all’Europa la faccia feroce, consapevoli che i poteri forti brucerebbero sul nascere ambiziose carriere tutte ancora da scrivere e, si sa, non si può stare in paradiso a dispetto dei santi. Qualcuno ne sa qualcosa.

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